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18/01/11

Commenti

Fabio

Condivido al 100%. Anche perchè fino a quando non cambieranno i nostri cuori e la nostra sensibilità la società (e di conseguenza la classe politica) non potrà cambiare. Certi personaggi hanno potere perchè in loro ci si rispecchia una fetta della popolazione. Ho la sensazione, spero di sbagliarmi, che anche tra molti cristiani ci si dimentichi spesso del Vangelo. Ha ragione Cristian: dobbiamo ricominciare dal basso, nella nostra quotidianità. Temo che la gerarchia del Vaticano non apprezza molto questa strada

chrisarr

Mi ha colpito, e già mi ha colpito anche in passato, che quando vengono alla luce certi scandali, come quello alle vergogne della cronaca in questi giorni, buona parte del mondo cattolico (e non) si affretta subito a ricordare l'evangelico "chi è senza peccato scagli la prima pietra". Eppure vi sono anche altri passi biblici che potrebbero guidare i cristiani in politica in questi giorni, che spingono ad una certa responsabilità, nei confronti della collettività e soprattutto nei confronti di chi sbaglia:

"Vi esortiamo, fratelli, ad ammonire i disordinati, a confortare gli scoraggiati, a sostenere i deboli, a essere pazienti con tutti." (1Tessalonicesi 5:14);

"Fratelli, se uno viene sorpreso in colpa, voi, che siete spirituali, rialzatelo con spirito di mansuetudine. Bada bene a te stesso, che anche tu non sia tentato." (Galati 6:1)

"Fratelli, vi ordiniamo nel nome del nostro Signore Gesù Cristo che vi ritiriate da ogni fratello che si comporta disordinatamente e non secondo l'insegnamento che avete ricevuto da noi. Infatti voi stessi sapete come ci dovete imitare: perché non ci siamo comportati disordinatamente tra di voi;" (2Tessalonicesi 3:6-7)

Le gerarchie eclesiastiche per troppo tempo hanno pensato di trovare una comoda scorciatoia nella "contiguità" con certa politica e certi politici, solo perché prontamente si ammantavano dell'etichetta del cattolico; hanno ciecamente abbandonato la loro missione evangelica e pedagogica per puro calcolo di potere e di convenienza.

Prego il Signore che apra i cuori, gli occhi e le menti.

Vanni

Stimolato da questo scritto di Christian, che condivido integralmente per le sue riflessioni sulla politica italiana, sono andato a prendere il documento CEI che vi viene citato: "Educare alla vita buona del Vangelo" e ho cominciato a sfogliarlo.

Dopo la "Presentazione", trovo all'inizio della introduzione, una dichiarazione che mi sembra promettente: "Alla scuola di Gesù maestro e pedagogo", e mi dico: "Bene, mi sembra che siamo sulla strada giusta!" E proseguo nella ricognizione del testo dei Vescovi.

Poi trovo un "Capitolo 1 – Educare in un mondo che cambia" che potrebbe anche starci, ma se lo scopo è arrivare a Gesù Cristo e al suo Vangelo, mi sembra un po' lungo e infarcito di ecclesialese (quel misto di linguaggio e di concetti che sono gli ingredienti principali dei documenti del Magistero).
Poi finalmente il "Capitolo 2 – Gesù, il Maestro". Questo capitolo ai suoi primi numeri da 16 al 19 mi sembra coerente con il suo titolo, poi dal n. 20 in poi, anche se il titolo non cambia, sembra cambiare oggetto. Al n. 20 troviamo "La Chiesa discepola, madre e maestra" e d'ora in poi l'oggetto principale del discorso non è più il Maestro, ma la sua "discepola".

I capitoli successivi: "Capitolo 3 – Educare, cammino di relazione e di fiducia", "Capitolo 4 – La Chiesa, comunità educante" (e ovviamente è il più lungo del documento), "Capitolo 5 – Indicazioni per la progettazione pastorale", "Affidati alla guida materna di Maria". Al termine troviamo una appendice: "Discorso di Sua Santità Benedetto XVI alla 61a Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, 27 maggio 2010".

In sintesi esprimo la mia perplessità: la nostra Chiesa Cattolica mi sembra abbia disimparato a mettere al centro della sua attenzione il suo Signore Gesù Cristo. Anche quando, come nel caso di questo documento della CEI, dichiara di volerlo fare, e magari vorrebbe anche farlo, dopo poco riprende a mettere se stessa al centro della scena. E finisce per scivolare in un ecclesiocentrismo narcisista dal quale Gesù Cristo e il Vangelo sono molto marginalizzati.

Queste sono le mie impressioni derivate da una veloce ricognizione del documento. Chissà che una lettura più lenta e attenta riesca a farmi cambiare parere!

Comunque, evviva mons. Alberto Ablondi (vescovo emerito di Livorno scomparso da pochi mesi) che sognava una catechesi rinnovata che avesse "lo stile di Gesù Cristo che, seduto sull'erba, parlava agli apostoli, ai gruppi e ai singoli."!

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