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10/09/09

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"Nel leggerlo si comprende come sia a dir poco fuori luogo la rappresentazione della Chiesa che emerge dalle recenti vicende, quella di un'istituzione coinvolta in una rete di rapporti di potere."

Continuo a pensare che non si possono onestamente confondere le cose. Un conto è la Chiesa come unione di tutti i credenti, cattolici, evangelici, ortodossi, che cercano di vivere con responsabilità la propria fede e di orientarsi nel mondo anche appoggiandosi alle proprie comunità; un conto è la chiesa come organizzazione umana, come gerarchia. E' quest'ultima che (non da ora) da' pessima immagine di se, non in grado di sostenere l'altissima considerazione e missione che si è auto-attribuita.

Nessun'altra organizzazione o "comunità ecclesiale" si attribuisce particolare infallibilità, santità o elezione divina (tranne forse alcune sette). Non lo fa la chiesa anglicana, né le comunità riformate o luterane, e nemmeno quelle ortodosse.

Se anche il cattolicesimo avesse una più onesta e umile considerazione di se, della propria fallibilità, e del reale "centro" della fede cristiana, beh, forse anche la missione della Chiesa verrebbe perseguita con maggior efficacia, meno tattica politica e più responsabilità.

un cristiano cattolico

Mi sento piuttosto in sintonia con questo intervento di Christian Arrobbio (ed anche con quello suo al post "Terremoto"). In particolare, come non confessare con lui il "Credo nella Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica", anche se Christian si esprime con parole un poco diverse quando parla di "unione di tutti i credenti, cattolici, evangelici, ortodossi, che cercano di vivere ...".
Come con credere come lui nella Chiesa che emerge, non solo dal Simbolo dei Padri, ma anche dai Vangeli: che è Chiesa fragile, che riconosce di essere debole, peccatrice e sempre bisognosa della salvezza e del perdono del suo Signore (quindi tutt'altro che infallibile). Questa è la Chiesa che mi sembra risultare soprattutto dal Vangelo di Marco ed in particolare dalla figura di Simon-Pietro.
Ma come non notare quanto è diversa da questa Chiesa del Credo e dei Vangeli (forse solo escatologica) la Chiesa della storia e dei successori di Pietro!
Qualcuno, tempo fa, ha affermato che i guai per la Chiesa (quelli che lamentiamo oggi) sono iniziati quando essa ha cessato di essere perseguitata con l'editto di Costantino del 313 e sono diventati iattura con Teodosio nel 380, quando il cristianesimo è diventato "religione di stato". Qui è iniziato l'intrallazzo fra religione e potere che continua ai nostri giorni.
Eppure, io, pessimista sulla Chiesa nella storia, continuo ad avere sulla Chiesa un ottimismo di fondo, perché ...
Perché Cristo l'ha fondata su Pietro e sugli apostoli pur sapendo bene che essi erano deboli e fragili peccatori come noi (e tali sarebbero stati anche i loro successori ...). Il che vuol dire che, malgrado tutto, il Signore della storia (anche quella poco edificante dei nostri giorni) è sempre Lui.
E sono pur sempre visibili alcuni segni che, sotto la Chiesa "organizzazione umana e gerarchia" esiste una Chiesa "santa e ispirata dallo Spirito Santo": non mancano infatti anche nel nostro tempo testimoni e profeti, come non mancavano (ad esempio) nell'Antico Testamento.
Uno di questi testimoni e profeti del nostro tempo è quel Enzo Bianchi che, citato da Christian Albini, è spesso il "motore" di queste nostre riflessioni.
Il Priore di Bose è, a mio avviso, un gigante del nostro tempo, capace di leggere la storia come pochi, ma i testimoni e i profeti, oltre che persone come lui note a tutti, possono essere anche personaggi minori, sconosciuti che incontriamo nel nostro quotidiano: preti o laici, uomini di grande istruzione o persone semplici, nostri confratelli nella fede oppure, a volte ... anche gente di altra fede. Li possiamo riconoscere perché, a differenza di molti appartenenti alla nostra "organizzazione umana e gerarchia", riflettono nei loro volti, nelle loro parole e nella loro vita, almeno una scintilla della luce del Cristo. Ognuno di noi, a mio avviso, ne conosce qualcuno.
Perché Dio non ci lascia mai mancare l'olio per alimentare la lampada della nostra speranza.

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