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10/09/09

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un cristiano cattolico

Vedere un uomo, una "persona", essere fatta oggetto di una campagna di odio come quella mossa da Feltri contro Boffo, è sempre penoso. A mio avviso sia la coscienza civile che quella cristiana non possono che deprecare e condannare questa azione virtualmente "omicida".
Tanto più che è inevitabile osservare che (salvo volute cecità per preconcetti politici) Feltri non è autonomo e pensante, ma solo cieco strumento di una campagna distruttiva operata da altri (Berlusconi) e destinata ad essere monito per altri ancora (Ruini e la CEI). Le smentite che sono state gratuitamente fornite, sia dal giornalista che dal suo padrone, in realtà hanno avuto la funzione di conferme.
Per l'uomo Boffo non posso che provare pena, che abbia o non abbia commesso quanto dice Feltri (la cui parola è comunque screditata). Ma ...
Ma a me sembra che quanto avvenuto ora ad opera di Feltri contro Boffo abbia molte analogie con la campagna di odio, altrettanto virtualmente "omicida", scatenata alcuni mesi fa da Boffo contro Englaro.
C'era la stessa violenza verbale, la stessa indifferenza nei confronti della Verità (poco importava se le affermazioni fatte erano vere o false: l'importante era colpire e distruggere il nemico), anche Boffo come Feltri non era "autonomo e pensante", ma il killer armato da altri (quegli stessi che ora sono il vero bersaglio della campagna contro Boffo). Insomma, le modalità e il modus operandi del "killer Feltri" e del suo mandante sembrano copiati dall'azione operata allora dal "killer Boffo" e dalla CEI, che distruggendo Peppino Englaro hanno fatto scuola, hanno scritto un manuale di killeraggio mediatico. Con l'aggravante che il giornale ufficiale della CEI pretendeva di uccidere in nome dei principi cristiani, della Chiesa, di Cristo stesso ...
Malgrado tutto però, non posso che provare pena per l'uomo Boffo. E, come cristiano, spero che il Signore abbia pietà di lui e di tutti gli squallidi personaggi di questa turpe vicenda.

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