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27/08/09

Commenti

dragor

Ciao, nel mio post anch'io ho linkato l'articolo del Corriere della Sera. Ma ho messo il link anche sull'articolo di The Standard nel quale un giornalista sostiene che il computer di Kizito era pieno di foto pedopornografiche che ritraggono lo stesso Kizito in azione con i bambini e ne dà pure la descrizione dicendo che non ha mai visto niente di cosi' orribile. A chi dobbiamo credere? E se Kizito è stato scagionato, perché il giornalista non è stato accusato di calunnia?

Buona giornata, a presto

dragor (journal intime)

Christian Albini

Ho letto il tuo post e l'articolo del giornalista africano. Sinceramente gli argomenti che porti mi sembrano poco consistenti. Il ragionamento "Kizito fa parte della chiesa, quindi può essere stato coperto, tanto in Africa basta pagare" è una pura illazione. Se si comincia a ragionare per teoremi, la verità la si stabilisce a priori in base alle proprie simpatie e preferenze. Ma non è corretto.

Soprattutto in vicende di questo genere, dovrebbe valere la presunzione d'innocenza fino a prova contraria. Sembra invece che nel suo caso sia lecito presumere la colpevolezza. Proprio perché è un prete? Il tono del tuo blog, sembrerebbe suggerire proprio questo, sotto il registo dell'ironia. Ma forse è tutto un mio errore di interpretazione...

Tra l'altro, dire, come hai fatto tu, che per lui si è mobilitata tutta la chiesa a cominciare dal papa, è a dir poco una forzatura. Per le sue posizioni Kizito non è certamente tra i religiosi più apprezzati nella curia romana.

Infine, leggendo l'articolo del giornalista da te citato, non si capisce come abbia fatto a vedere le foto sul pc del missionario. E' entrato in casa sua? Gliele ha fatte vedere la polizia? Che fine hanno fatto quelle foto? Insomma, il colossale potere della chiesa si sarebbe mobilitato a livello planetario per coprire l'ennesimo prete pedofilo senza riuscire a far sparire proprio l'unico elemento assolutamente compromettente, cioè le foto! Se si legge con attenziona l'articolo, il giornalista allude, ma non cita circostanze, nomi, date o fatti riguardo queste foto. Nel campo dell'informazione, le fonti non possono essere messe tutte sullo stesso piano. Questo è risaputo, è una questione di credibilità. In mancanza di elementi verificabili, siamo a un livello di pura diceria. Tra l'altro, il The Standard, fa parte dello stesso gruppo della televisione KTN, cioè quella citata nell'articolo del Corriere, che aveva lanciato le accuse contro Kizito. Altre interpretazioni rispetto alla tua mi sembrano quindi più che plausibili.

Christian Albini

Facendo ulteriori ricerche, ho trovato un altro articolo di Enzo Nucci su "Articolo 21", dove si legge:

"Lo scorso ottobre le caselle di posta elettronica di esponenti dell'associazione Amani e dei missionari comboniani furono inondate da mail anonime che accusavano Renato Kizito Sesana di pedofilia. A corredo di questa tesi, era allegata alla mail anche un grossolano fotomontaggio di Kizito, che analizzato da esperti (sia in Italia che in Kenya) risultò chiaramente fasullo.
Poi una lunga escalation che in un primo tempo ha convinto i superiori di Kizito a tenerlo in Italia temendo per la sua vita".

http://www.articolo21.info/8624/notizia/accuse-false-di-pedofilia-a-padre-kizito-per.html

Un altro articolo su "Terre di Mezzo":
http://magazine.specialeterre.it/notizie/rubrica/17/articolo/984/Solidariet%C3%A0-a-Padre-Kizito

Se poi si guarda l'elenco dei firmatari dell'appello in suo favore, si vede che non appartengono ai palazzi del potere politico o religioso:

Flavio Lotti, Coordinatore nazionale della Tavola della pace
Don Luigi Ciotti, Presidente di Libera
Francesco Cavalli, Vicepresidente Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e
i Diritti Umani
Roberto Natale, Presidente FNSI – Federazione Nazionale della Stampa Italiana
Enrico Paissan, VicePresidente Ordine dei Giornalisti
Giuseppe Giulietti, Presidente Articolo 21
Andrea Olivero, Presidente Acli
Paolo Beni, Presidente Arci
Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Legambiente
Leopoldo Piraccini, Centro per la pace Forlì-Cesena
Don Albino Bizzotto, Presidente Beati i Costruttori di Pace
Guido Barbera, Presidente Cipsi
Don Nandino Capovilla, Coordinatore Pax Christi Italia
Umberto De Matteis, Presidente Koinonia Onlus
Gianfranco Benzi, Cgil
Graziano Zoni, Presidente Emerito Emmaus Italia
Giacomo Alessandroni, Segretario PeaceLink
Adriano Poletti, Vicepresidente Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i
Diritti Umani
Carlo Maria Pesaresi, Assessore solidarietà e pace della Provincia di Ancona
Stefano Fusi, Consigliere Provincia di Firenze
Luciano Scalettari, giornalista Famiglia Cristiana
Mauro Sarti, giornalista Agenda
Giampaolo Cadalanu, giornalista La Repubblica
Corradino Mineo, Direttore RaiNews24
Elisa Marincola, giornalista RaiNews24
Marc Innaro, inviato Rai
Alessandra Mancuso, giornalista Tg1
Duilio Giammaria, inviato Tg1
Santo della Volpe, giornalista Tg3
Riccardo Chartroux, giornalista Tg3
Emanuele Giordana, direttore Lettera 22
Irene Panozzo, giornalista Lettera22
Giulio Sensi, Mani Tese
Don Tonio Dell’Olio, Responsabile Settore Internazionale Libera
Maurizio Gubbiotti, Coordinatore Segreteria Nazionale Legambiente
Alfredo Cucciniello, Responsabile Dipartimento Pace e Stili di Vita Acli
Lisa Clark, Vicepresidente Beati i Costruttori di Pace
Silvano Buttignon, Presidente Crelp Friuli Venezia Giulia

Massimiliano

Caro Christian,
dragor, per quello che scrive sul suo blog dei cristiani (e dei cattolici in particolare) non merita neanche risposta.
Complimenti ovviamente per la tua, precisa e puntuale, replica.

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