La mia foto

Seguimi su Facebook

Contatore

Altre vie

  • Fine Settimana
    Rassegna stampa sulle questioni religiose curata dall'associazione "G. Giacomini" di Pallanza.
  • Vino Nuovo
    Blog collettivo di giornalisti cattolici.
  • Viandanti
    Una voce laicale dell'opinione pubblica nella Chiesa, con una presa di parola libera e pubblica.
  • il Sismografo
    Raccolta di links in 5 lingue su notizie della Chiesa Cattolica, Ecumenismo e Dialogo interreligioso.

« L'umanità della Bibbia | Principale | Lasciate che i bambini vengano a me »

16/06/09

Commenti

chrisarr

Trovo molto interessante il documento pubblicato in questi giorni. Spiega bene quale dovrebbe essere il posto della Scrittura anche per la Chiesa Cattolica. E mi ha colpito ancor di più la visione della Scrittura vista come sacramento, "come un tabernacolo della presenza di Cristo" (un'affermazione come questa mi rafforza nelle mie convizioni, per come le ho espresse nei giorni passati).

Trovo però che una simile definizione della Scrittura, così essenziale per la comprensione stessa della fede,pur essendo un notevole e veritiero passo avanti verso una comprensione condivisibile, metta sinceramente in una posizione scomoda la Chiesa Cattolica. Con la sua gerarchia, con certe prese di posizione di suoi esponenti, il Vaticano sembra realmente orientato in ben altre direzioni.

Se la Bibbia è davvero (ed è sempre stata) colei che porta e presenta Gesù e la sua Parola alle singole persone, perché mai la si è tenuta "sotto chiave" per qualche secolo, vietandone il possesso in lingua volgare alla gente comune? Per un cattolico in passato non era ne semplice, ne consigliabile (?!) accostarsi alla lettura biblica! Paura di interpretazioni arbitrarie? Anche la chiesa ufficiale ha adottato talvolta una certa arbitrarietà nel formulare insegnamenti... alla prova dei fatti, certi insegnamenti cadono o restano in piedi da se.

Paura di riconoscere che una gerarchia sacerdotale poteva rivelarsi superflua, o quantomeno bisognosa di riforma? Questo ha in effetti portato a considerare il valdismo medioevale, coi suoi predicatori laici (addirittura donne!) come eretico, nonostante tutti i tentativi di conciliazione portati avanti all'epoca da quel movimento. Le conclusioni stesse che ci vengono dal Concilio Vaticano II, per quel che mi sembra di capire da queste pagine, ribadiscono con parole diverse cose affermate già 500 anni fa dai Riformatori... o in tempi moderni da teologi di area protestante!

Se anche la Chiesa Cattolica riscopre e valorizza la centralità della Scrittura, nel lungo termine non potrà che percorrere anche altri passi compiuti dalla Riforma, a meno di voler tornare a soffocare tutto sotto la cappa di una sterile fedeltà alla Tradizione e alla gerarchia. Seguire lo Spirito e non cercare di imbrigliarlo.

E quindi promuovere un'autentica conoscenza biblica, un reale ed effettivo coinvolgimento di più persone, laiche, uomini e donne, con le loro idee e senso critico, nel governo ecclesiastico (senza gettare alle ortiche il ruolo pastorale dei vescovi). Aprendo le porte della Bibbia al popolo, insegnando il valore della responsabilità personale e della scelta attiva nelle questioni di fede (e quindi dimenticando il discorso perverso di un cattolicesimo come religione civile), la chiesa potrebbe avere anche un indubbio ruolo profetico e di risveglio morale per la nostra nazione così allo sbando, nel contempo contrastando un certo "laicismo" senza orizzonti che tanto danneggia la laicità stessa. Distinguendo però cosa è di Cesare, e cosa è di Dio.

E se a fianco dell'insegnamento dei classici greci e latini, ed al posto dell'insegnamento della religione cattolica, a scuola insegnassero ad accostarsi alla Bibbia? Potrebbe essere un insegnamento perfettamente laico, e per chi non condivide la nostra fede è comunque un'opera letteraria alla base delle nostre radici occidentali, oltre che cristiane...

E se, riconoscendo la centralità della Scrittura, si riconoscesse pure il valore delle altre chiese cristiane, oggi definite solo come "comunità ecclesiali"? quasi queste fossero deficitarie di qualcosa in termini di fede e salvezza... a distinguerle sono solo le differenti "tradizioni" cui fanno riferimento, non una presunta "esclusiva" su Gesù! A salvarci è Cristo e Lui non è obbligato a seguire un "canale ecclesiastico" o un altro: lo Spirito soffia dove vuole! La cattolicità (=universalità) della fede cristiana trova in questo la sua essenza.

chrisarr

Ops. Voglio solo aggiungere una cosa personale. Tengo a precisare, se fosse necessario, che la mia non è volontà di fare sterile polemica, o di insegnare ad altri il loro mestiere...

So di essere troppo spesso perentorio nelle mie affermazioni. Cerco solo di esprimere con sincerità le mie idee, sperando che queste non vengano interpretate come inopportune. Spero sempre che (allo stesso modo di quello che leggo, per me) quello che ho da dire, pur indebolito dalla mia ignoranza serva a stimolare il dialogo e la riflessione amichevole.

Rinnovo logicamente i complimenti per questo blog, indubbiamente il sito migliore fra quelli che non manco mai di leggere!

Giovanni - un cristiano cattolico

La Scrittura come Sacramento

Ho più volte affermato all'amico Christian Albini la mia convinzione sulla bontà del blog gestito da lui, sia quando pubblica testi suoi, sia quando riporta documenti altrui. Questa mia convinzione è confermata - non ci sarebbe bisogno di dirlo - dal documento di Luciano Manicardi. Dagli indizi forniti da Christian mi sembra si tratti della relazione "Il Concilio e la riscoperta della Bibbia - Bilanci e prospettive", tenuta a Verbania Pallanza il 24 novembre 2007.
Mi fermo sull'affermazione "la Scrittura come Sacramento": inizialmente essa non mi ha particolarmente stupito: perché l'ho sentita risuonare dentro di me come succede alle cose che si ritengono "vere", ma subito dopo essa mi ha messo in crisi: evidentemente per colpa di qualche idea non troppo chiara nella mia testa.
Ritorno, per chiarirmi, al testo di Manicardi: "L'ultimo elemento da sottolineare riguarda il percepire la forza sacramentale della Scrittura. Non si tratta di far l'ottavo sacramento, ma di percepire che la Scrittura non è soltanto qualcosa che ci dà un'istruzione, ma fa entrare nell'alleanza. Non trasmette solo delle parole su Dio, ma la Parola di Dio, certo interpretata nello spazio ecclesiale, e massimamente nella liturgia, ecc.". Non ho nessun dubbio su queste affermazioni, ma devo chiarire nella mia testa il significato preciso del vocabolo "Sacramento". Ricordo, da memorie lontane e un po' annebbiate dagli anni, che i Sacramenti sono "segni efficaci della Grazia" e che ci vengono da Gesù Cristo. Non mi basta, ma dico a me stesso: Niente paura, basta consultare il "Catechismo" per avere la risposta che mi serve direttamente dal Magistero della Chiesa!
Il CDCC dedica ai Sacramenti uno spazio consistente (104 pagine, che nel Compendio vengono ridotte a 14): La "Parte seconda - Sez. Seconda" è intitolata: "I sette Sacramenti della Chiesa". Qui certamente troverò la risposta che cerco! Trovo invece la descrizione minuziosa di ognuno dei "Sette Sacramenti", ma non la risposta desiderata.
Nel CDCC trovo anche altre pagine che mi avvicinano alla risposta che cerco: "Col battesimo di Gesù ... fu manifestato il mistero della prima rigenerazione: il nostro Battesimo; la Trasfigurazione ... è il Sacramento della seconda rigenerazione: la nostra risurrezione. (CDCC n.556)
Queste righe appena lette mi aiutano dicendomi due cose: la Chiesa utilizza i vocaboli "mistero" e "sacramento" quasi come fossero sinonimi. E, dopo aver consultato un dizionario (Wikipedia), questa interpretazione sembra corretta. Ma l'affermazione appena stralciata dal CDCC mi dice anche che è lecito pensare ad alcuni "misteri" (o segni efficaci) attraverso i quali ci viene dispensata la Grazia di Gesù Cristo non elencati fra i "Sette Sacramenti". E che questa "libera interpretazione" dei Sacramenti non è specifica di Manicardi e della Comunità di Bose, perché lo fa anche il "Catechismo", testo "prudentissimo" proveniente dal Magistero.
Sempre nella speranza di trovare una chiara risposta alla domanda: "Cosa sono i Sacramenti?", mi rivolgo ora al Concilio Vaticano II. Nella Costituzione "Sacrosanctum Concilium" sulla Sacra Liturgia leggo: "I Sacramenti sono ordinati alla santificazione degli uomini, alla edificazione del Corpo di Cristo e infine, a rendere culto a Dio; in quanto segni hanno poi anche la funzione di istruire. Non solo suppongono la fede, ma con parole e gli elementi rituali la nutrono, la irrobustiscono e la esprimono ... Conferiscono la grazia, ma la loro stessa celebrazione dispone molto bene i fedeli ..." (SC n.59)
La consultazione di questo testo - neppure esso mi dà la risposta che cerco - mi lascia con un dubbio in più: che a volte sia data anche troppa importanza all'intento celebrativo ...
La definizione richiesta me la fornisce internet (ed in particolare Wikipedia): Il sacramento nella tradizione e fede cristiana è un segno efficace della grazia di Dio. I sacramenti per essere tali, devono essere stati istituiti da Gesù Cristo e sono affidati, per i cattolici, alla Chiesa per la loro amministrazione. Si tratta di segni esteriori, fatti di gesti ed elementi quali acqua, olio, pane, vino, accompagnati da parole precise che veicolano la grazia di Dio che così raggiunge l'uomo. Sono considerati efficaci in se stessi, cioè indipendentemente dalla dignità dei ministri ordinati che li celebrano. Essi cioè agiscono ex opere operato (lett. per il fatto stesso che vengono fatti). Il termine è la traduzione del latino sacramentum e corrisponde al greco mysterion.
Questa mi sembra una definizione chiara ed esauriente. Spero che sia altrettanto corretta nel rispetto dalla mia fede di "cristiano cattolico", ma Wikipedia non è la Chiesa Cattolica.
Continuo quindi a sentire l'esigenza di avere la risposta che cerco in un documento della mia Chiesa Cattolica. Che sia una risposta altrettanto chiara, completa e sintetica di quella di Wikipedia.
Qualcuno mi aiuta a trovarla?

I commenti per questa nota sono chiusi.

Twitter

Mi piace

I miei libri

I miei e-book

Blog powered by Typepad
Iscritto da 12/2006