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08/06/09

Commenti

Giovanni - un cristiano cattolico

Caro Christian, grazie anche di questa "perla", totalmente condivisa, perché ho avuto la fortuna - ma sarebbe più esatto, per chi crede, chiamarla "grazia" - di conoscere qualcuno che mi ha ben "testimoniato" queste verità, qualcuno che è stato fondamentale per la mia fede come credo che don Agostino Cantoni sia stato per la tua.
Come bene evidenzia l'intervento di p. Alberto Maggi che riporti nel tuo blog, il Dio rivelato da Gesù Cristo non ama gli uomini perché sono buoni, ma perché LUI È BUONO. Tutto questo è "Vangelo" e potremmo aggiungere a quelli citati da p. Maggi un elenco interminabile di riferimenti, a cominciare dalla "parabola del figliol prodigo" e poi dalla "parabola degli operai nella vigna". Potremmo poi osservare i criteri con i quali Gesù sceglieva le persone che frequentava e quelli con i quali ha scelto i Dodici: Gesù non sceglieva ed amava i "più buoni" o i "più brillanti" ... Neppure Pietro era il migliore dei Dodici ...
Ma, constatare che "Dio è amore" come verità che sgorga evidente dal Vangelo, a mio avviso crea un problema: perché noi discepoli di Cristo, dopo duemila anni da quando si è iniziato a proclamare il Vangelo, facciamo tanto fatica a capirlo? Perché è ancora necessario combattere contro l'immagine (veterotestamentaria o addirittura pagana) di un dio che ci retribuisce (magari senza amarci) per i nostri meriti?
Forse il Vangelo lo conosciamo troppo poco.
Forse lo predichiamo e apprendiamo come "dottrina", ma questa dottrina non riesce in noi ad essere "fede".
Paghiamo a mio avviso i secoli trascorsi dal Concilio di Trento al Vaticano Secondo, durante i quali la Parola di Dio era confinata negli stretti recinti della proclamazione liturgica, magari udita in una lingua non conosciuta.
Il Concilio Vaticano II si è chiuso quarantatre anni fa, ma quanto poco abbiamo camminato da allora!
Responsabilità del clero? Responsabilità dei Laici? Probabilmente di tutti.

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