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11/06/09

Commenti

Daniele

Leggendo tutto il discorso, mi sembra interessante anche l'ultima parte sul conflitto tra generazioni di preti più anziane, che Brugués chiama della "composizione", che si sono formate durante o subito dopo il Vaticano II, e quelle più giovani che lui chiama della "contestazione" (sic!), che si sono formate negli anni più recenti e che vogliono un'identità cristiana più marcata e contrapposta alla secolarizzazione.
Lui non prende esplicitamente posizione, anche se non si fatica a immaginare a chi vadano le sue simpatie ma c'è un'ultima perla che vorrei segnalare: parlando del contrasto fra queste due generazioni, dice: "Nella diocesi di cui ero vescovo ho conosciuto difficoltà simili quando dei sacerdoti più anziani - oppure intere comunità parrocchiali - provavano una grande difficoltà a rispondere alle aspirazioni dei giovani sacerdoti che erano stati loro mandati." Ora sono le comunità parrocchiali a dover rispondere alle "aspirazioni dei giovani sacerdoti", come se non fossimo tutti "nella stessa barca" a cercare di capire la volontà di Dio nella nostra storia!

chrisarr

Ma un sacerdote cattolico deve conoscere Cristo o la teologia? E come fare a conoscerLo prescindendo da uno studio approfondito delle Scritture, magari esercitando e sviluppando il proprio senso critico? Conoscere Gesù attraverso il catechismo e la metafisica è un po' come apprendere una notizia tramite passa-parola, magari dopo che è stata riportata da decine di interlocutori... Perché non attingere direttamente alla fonte?

Leggo le parole: «La loro mancanza di cultura ha questo di positivo: non si portano più dietro i pregiudizi negativi dei loro fratelli maggiori. È una fortuna. Ci troviamo quindi a costruire su una "tabula rasa"». Sbaglierò, ma mi fanno venire in mente un vecchio libro letto anni fa: "Il mondo nuovo" di Aldous Huxley. In un utopico mondo futuro venivano prodotti in vitro varie tipologie di uomini, spaziando a seconda delle necessità da esseri sub-umani a uomini super-intelligenti. Nel libro i pregi dei sub-umani consistevano soprattutto nella loro scarsità intellettuale. Non ponevano domande, erano felici della loro miserrima vita, eseguivano semplicemente gli ordini.

Si vuole costruire sull'ignoranza sacerdoti che non sappiano opporsi alla vulgata ufficiale, che non intralcino con la loro intelligenza ed il loro bagaglio culturale cosa decidono i manovratori vaticani?

A volte vengono presentate con semplicità e candore cose quanto meno abberranti...

Mauro

Anche io rimango colpito dal passaggio sulla tabula rasa. Il non detto che traspare in quelle righe è che ogni cultura, ogni sapere che esula dalla formazione cattolica è, ben che vada, considerato pari a nulla. E questo è un presupposto che porta inevitabilmente agli scontri tipo quello che ha impedito al papa di presentarsi all'Università La Sapienza qualche tempo fa.
Aggiungo che pur condividendo con Cristian un certa presa di distanza da tanta devozione verso la metafisica, invito tutti a non fare facili generalizzazioni. La metafisica è la capacità dell'uomo di indagare al di là dei fenomeni fisici ed indubbiamente è importante, bisogna vedere come la si intende e come la si usa.

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