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« Il Dio che non c'è più | Principale | I preti non devono pensare? »

09/06/09

Commenti

Giovanni - un cristiano cattolico

Ho letto questo scritto del teologo Jurgen Moltmann, e, pochi giorni fa, ho letto in queste stesse pagine il testo di "Il paradosso di Ruini". Riconosco almeno in parte la validità del punto di vista dell'uno (Moltmann) e dell'altro (Ruini). Infatti, la mediazione dello "specialista teologo" è importante (o vitale).
La mediazione del magistero della Chiesa poi è un obbligo che viene imposto al fedele cattolico dalla stessa Chiesa (vedi CDCC n. 85).
Però mi rimane un dubbio: mi è stato insegnato che la Bibbia in genere ed il Vangelo in particolare sono "Parola di Dio". La Costituzione Dogmatica "Dei Verbum" al n. 24 afferma infatti:
" ... Le sacre Scritture contengono la Parola di Dio e, perché ispirate, sono veramente Parola di Dio ...".
Pur riconoscendo che questa Parola pone spesso grosse difficoltà di comprensione al comune fedele (come me) che la vuol frequentare (ma a volte essa mette in difficoltà anche gli esegeti più esperti), mi chiedo: è possibile che Dio, Padre di tutti, abbia voluto parlare in un modo criptato, alla portata di pochi abilitati a capirLo? Non ha forse detto Gesù Cristo: "Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli."? (Mt 11,25-26)

chrisarr

Vorrei fare una mia personale precisazione riguardo ai temi di questi ultimi giorni. Parto dall’amico Giovanni, che scrive che «la Bibbia in genere ed il Vangelo in particolare sono "Parola di Dio" e " ... Le sacre Scritture contengono la Parola di Dio e, perché ispirate, sono veramente Parola di Dio ..."».

Non penso che le Scritture siano sacre ed ispirate “di per sé”, in virtù di una qualche magia dello Spirito Santo, o dell’autorevole testimonianza della chiesa. GESÙ CRISTO E’ LA PAROLA DI DIO. Le Scritture lo sono altrettanto nella misura in cui ci presentano e ci testimoniano Cristo. La Bibbia non è di per sé Parola di Dio, arbitrariamente ispirata dallo Spirito Santo (quasi Questi fosse un “bollino blu”, a garanzia di un prodotto), lo è perché narra del rapporto del Signore con noi uomini, nella prospettiva del rapporto giunto al culmine ed in tutta la sua nitidezza in Gesù.

Il post su Moltmann e sull’esegesi biblica mi ha riportato in mente il libro che sto leggendo in questi giorni, “Ebraismo. Passato presente futuro” di Hans Kung. Nella prima parte, in cui ripercorre la storia dei paradigmi che hanno caratterizzato questa fede nei secoli, mi ha ricordato appunto che l’AT non è un’opera monolitica, unica, ma è nato dalla raccolta di diverse tradizioni, da diverse sintesi di queste, e che talvolta, per “rafforzare” la propria visione di fede, non esitarono a “selezionare” determinati temi a scapito di altri, o a presentare fatti storici con determinate dinamiche perché meglio rispondenti al paradigma religioso in auge. Discorso simile per il NT e le differenti testimonianze su Gesù offerteci dai Vangeli, influenzati nella loro stesura dal “target” di lettori cui si indirizzavano, e dalle risposte alle polemiche anticristiane che nel tempo venivano ad affiorare…

Lo Spirito Santo ha ispirato le Scritture nella misura in cui esse devono portarci a Cristo. Se dimentichiamo questo penso che l’errore più banale che possiamo compiere è quello di applicare l'insegnamento biblico fuori contesto, di ricorrere a interpretazioni letteraliste, fondamentalistiche di temi biblici, ad es. come fanno certi fondamentalisti evangelical per la storia della Creazione…

Solo Gesù stesso è Parola incontrovertibile, non mediata dall’intervento umano (beh, tralasciando il “si” di Maria all’Annunciazione… eh eh eh!). La Bibbia, pur ispirata, è dovuta passare attraverso la penna dei suoi estensori per giungere a noi. Solo Lui supera il vaglio critico e merita un totale atto di fede.

Una lettura della Bibbia che non abbia come sua stella polare Cristo non è lettura di Parola di Dio, ma lettura di un libro qualsiasi… Per questo cerco di essere sempre distaccato nei confronti di tutte le tradizioni ecclesiastiche, cattoliche, calviniste, ortodosse che siano. Per autorevoli che esse siano, volenti o no inseriscono fra noi e la testimonianza biblica di Gesù speculazioni filosofiche, visioni della fede influenzate da determinate culture (in aggiunta a quanto di ciò già presente nella Scrittura…), al peggio dogmi determinati da umane necessità terrene… Se si pretende che queste “testimonianze ecclesiastiche” abbiano valore assoluto, dimenticando l’impianto relativo su cui poggiano, rischiamo di avere una visione più o meno distorta di Dio e della Chiesa. Come ad es. certe prese di posizione in favore di una religione civile in pacchetto “tutto compreso”…

Nessuna tradizione per me può garantire l’assoluta veridicità di ciò che sostiene, per quanto perfezionata e coerente possa sembrare (ed in mente mi balzano subito sia il cattolicesimo che il calvinismo). Un’interpretazione può avere validità fino a che il sistema che la regge tiene il passo con l’umanità che la legge, ma deve sempre e costantemente riesaminarsi alla luce di Cristo e del mondo in cui deve darne testimonianza.

Avendo questo come punto fermo non ritengo che Dio, Padre di tutti, abbia voluto parlare in un modo criptato, alla portata solodi pochi abilitati a capirLo. La Parola è netta e chiara in Cristo, ma dura da applicare alle nostre vite… Oltretutto mi sembra che la chiesa cattolica sostenga che le figure abilitate a guidarci nell’interpretare le Scritture e la nostra fede siano Vescovi e sacerdoti: Moltmann invece se non sbaglio è un teologo di area protestante… la visione escludente dell’ecumenismo in cui vorrebbe chiuderci una parte della gerarchia vaticana nella realtà è sempre meno praticabile!

Giovanni - un cristiano cattolico

Caro amico (o amica) Chrisarr: leggo sempre volentieri e con simpatia (in senso etimologico) i tuoi scritti. Anche il tuo commento a "I preti non devono pensare?", per esempio.
Quanto sopra vale in particolare per questo "Capiamo la Bibbia?". E' tuo è un pensiero - a mio avviso - risultato di una notevole preparazione (superiore alla mia) e di una altrettanto consistente riflessione personale. Ho constatato che, al confronto, le mie povere idee sono un po' naïf!. Ed è un po' naïf anche il mio modello di "Bibbia come Parola di Dio" che espongo qui sotto.
In Gen 2 c'è la (seconda) creazione dell'uomo. In particolare vi leggiamo che: "il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente" (Gen 2,7). Questo versetto è illuminante, a mio parere, per renderci conto sia del "materiale" di base molto povero (di tutte le nostre fragilità fisiche e morali, della nostra inclinazione a sbagliare e peccare) sia di quel "qualcosa di divino" che il Creatore ha messo in noi, creature fatte "a Sua immagine e somiglianza", per permetterci desiderare e amare Lui.
Questo versetto - sempre a mio avviso - può aiutarci a capire non solo cos'è la natura umana, ma anche ... cosa è la Bibbia, sia nel singolo brano sia nella sua interezza: nella Bibbia infatti ci sono tutte le povertà presenti nell'elemento umano dello scritto (ovviamente, tenendo conto dell'enorme complessità della formazione dei singoli testi ...), ma c'è anche quel Soffio con il quale il Signore ha voluto esprimere, all'interno del testo, il suo pensiero, la sua parola, la sua rivelazione.
Come vedi si tratta di un pensiero molto semplice e senza molte pretese, ben lontano dalla complessità (a mio avviso eccessiva ed un po' artificiosa che mi è stata esposta come "pensiero della Chiesa", sottostante la redazione della Dei Verbum.
Non rifiuto certamente il pensiero della Chiesa, ma preferisco sempre aggiungere una mia riflessione personale, con i mezzi (che riconosco poveri e limitati) che ho a mia disposizione.

Aggiungo una riflessione di tipo diverso. In questo tuo scritto (e forse non solo in questo) continua a tornare la "centralità" di Gesù Cristo. Sono vivamente d'accordo.
Magari in contrasto con molta gente del nostro tempo, come ad es. Bruguès, Moltmann e magari Ruini che delineano vari "cristianesimi" che pretendono di fare a meno di Cristo. Sono un po' troppo cattivo?

Un saluto cordiale.
Giovanni

chrisarr

Ciao Giovanni. Volevo precisare che la mia preparazione su questi argomenti è miserrima. Sono un semplice impiegato bancario... Tant’è che quando citate un documento come la Costituzione Dogmatica "Dei Verbum", encicliche e documenti vari, di preciso non so di cosa si parli. L’unico documento vaticano che ho mai letto interamente è la “Dichiarazione congiunta cattolico-luterana sulla giustificazione”. Del catechismo cattolico ho letto poche parti, quelle che riguardavano spiegazioni ai miei dubbi religiosi. La verità è che sono partito anch’io, come i seminaristi citati nel blog in questi giorni, da una “tabula rasa”. Mai frequentato attivamente la vita parrocchiale, mai avuto la fortuna tua e di Cristian di avere una “guida spirituale”, una figura importante nella propria formazione di fede. Avendo preso coscienza di avere tuttavia una fede, e che questa non trovava risposte per me esaurienti nel cattolicesimo, che vedo dominato da figure e concetti al meglio medioevali, al peggio frutto di ormai inutile antico sincretismo pagano (lo dico senza cattiveria - tranquillamente ammetto di avere comunque trovato anche autentiche perle, come ad es. il Sermig qui a Torino, ove ho potuto assistere ad alcuni incontri e culti), mi sono messo a leggere, leggere, leggere (ed a discutere, specie su internet). Avendo curiosità e relativamente poche difficoltà a retrocedere dai miei passi quando trovo dimostrazione dei miei errori, ho elaborato anch’io la mia teologia naif, un po’ work in progress, sempre in continua riforma. Ma che mi da risposte soddisfacenti e mi sembra coerenti. Diciamo che su questa tabula rasa ho steso una tovaglia patchwork, e sto tirandone le cuciture per vedere quanto è resistente… e le uniche abbastanza resistenti sono quelle a cui do il nome Gesù.

Buon fine settimana a tutti!

Christian

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