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« Tento di essere cristiano (1) | Principale | I due volti di Benedetto XVI »

22/04/09

Commenti

Giovanni - un cristiano cattolico

Caro Christian, dopo la pubblicazione di "Tento di essere cristiano" ti sento ancor più "amico" e "fratello". Sono tante e forti le risonanze che il tuo scritto in due parti mi ha risvegliato. Difficile metterle su uno scritto in modo ordinato, e, se ci riuscissi, ne risulterebbe un volume. Quindi toccherò solo una di queste risonanze, quella che mi viene proprio dal titolo che evidenzia la consapevolezza di essere persone che "tentano" di essere discepoli del Cristo", pur fra le tante insufficienze e inadeguatezze personali.
Riconoscermi insufficiente e peccatore però non genera in me avvilimento, ma semmai incoraggiamento: se penso ai santi che la mia Chiesa Cattolica mi propone come esempio, non li leggo nei Vangeli come dei "perfetti", ma proprio come dei poveri discepoli che spesso non capivano il Maestro e continuavano a sbagliare. Pietro sembrerebbe sbagliare più degli altri e, proprio per questo ... Gesù l'ha scelto come capo della Sua Chiesa; voleva farci capire che il fattore vincente non è la nostra bravura.
Il Vangelo di Marco, ancor più degli altri sembrerebbe sottolineare questa povertà dei Dodici, il loro essere "discepoli" quasi sempre inadeguati, più che gli Apostoli che noi (pur giustamente) esaltiamo sugli altari.

Allora, perché seguire i movimenti ed i loro capi carismatici?
Personalmente ritengo che i Vangeli e Gesù Cristo non vadano in questa direzione: "... uno solo è il vostro Maestro, il Cristo" (cf. Mt 23,8-10).
Devo però riconoscere che Paolo non invita affatto a seguire "un solo Maestro, il Cristo", ma ad imitare lui, Paolo, imitatore di Cristo (cf. 1Cor 4,16; 1Cor 11,1 e altri). E anche gli scritti di Paolo sono Parola di Dio.

Cercare di mettere al centro della propria sequela Gesù Cristo, senza mediazioni "paoline", non impedisce però che nel proprio cammino di fede possano esserci figure forti come quel don Agostino Cantoni che è presente anche in altri tuoi scritti e che certamente ti è stato molto di aiuto (non idolo!).

Anche nel mio cammino di fede sono presenti figure simili, preti dai quali ho imparato molto e (spero anche in futuro) molto imparerò. Sono almeno cinque, ognuno differente dagli altri, con i suoi diversi carismi e per me essi sono necessari per permettermi di verificare continuamente la mia fede non sempre "allineata e coperta". Credo che se si "tenta" di essere cristiani possa capitare anche questo.

Qualcuno dei nomi di questi miei "riferimenti" te l'ho già fatto in precedenza, ma te ne aggiungo un altro nei confronti del quale sono ancor più debitore: don Olivo Dragoni (diocesi di Lodi). Se lo conosci, capisci perché!

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