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17/03/09

Commenti

Biz

Però, sembra sempre che debba essere l'ateo a star fermo, e la chiesa ad adeguarsi alle sue idee, se no è antiquata. Insomma, o la chiesa accetta il "pacchetto" eutanasia, eugenetica, fecondazione eterologa, matrimonio gay ecc. oppure "manca d'amore". Bah.
Ci sono alcune che vorrei farti notare.

E' inutile, sbagliato, stupido nascondersi che esistono gruppi forti, ben rappresentati nei mezzi di informazione, che sono, evidentemente nemici acerrimi della chiesa. Come altrimenti spiegare tutti gli scandali fittizi, le accuse ingiuste (ad esempio, in questo caso Williamson?), ecc? I nemici, ci sono, e sono agguerriti, oltre che sleali nel portare gli atti d'accusa.
Ora, "amare il nemico", non significa dargli ragione, mettersi proni a lui, specie quando dice palesi menzogne, quando tenta di "sputtanare" la chiesa.
Quando Benedetto XVI scrive nella lettera
"Sono rimasto rattristato dal fatto che anche cattolici, che in fondo avrebbero potuto sapere meglio come stanno le cose, abbiano pensato di dovermi colpire con un'ostilità pronta all'attacco."
La mia impressione è anche questa: che, se bisogna andar piano a "condannare", a maggior ragione bisogna farlo con la chiesa, su atti d'accusa di "PM" sleali e ingiusti. E, ripeto, ce ne sono veramente tanti, è stupido negarlo.
Se la chiesa dovesse adeguarsi alle loro "verità", alle loro idee, per essere "aggiornata e moderna", nel migliore dei casi diventerebbe come il "sale che non dà sapore".
Nel migliore dei casi.

Giovanni - un cristiano cattolico

Il Signore ha affidato alla Chiesa la missione di evangelizzare il mondo senza darle alcuna garanzia di non trovare opposizione.
Trovare nemici è istituzionale nel suo mandato e non deve provocare meraviglia.

Uno degli aspetti (non l'unico) della evangelizzazione che la Chiesa deve portare al mondo è quello etico: essa "deve" portare la sua voce sui temi dell'etica, accettando il confronto con le altre componenti della società pluralista. Se non lo fa la Chiesa diventa "sale che non ha sapore".

Ma ci sono anche altri modi di ridurre il messaggio cristiano a "sale senza sapore":
• quello di esasperare i toni (magari dicendo che sono gli altri a farlo),
• quello di atteggiarsi a chi è "unico depositario della verità",
• quello di considerare nemiche anche le "correzioni fraterne",
• quello di dimenticarsi che la missione di evangelizzazione non si esaurisce nell'emanare "norme etiche".
Forse potremmo allungare di molto questo elenco.

Sarebbe più proficuo chiedersi cosa fare per essere "sale che ha sapore".
Invece di "rattristarsi" e di sentirsi perennemente sotto "attacco", bisognerebbe forse chiedersi: "Gesù Cristo, il "Buon Pastore", cosa farebbe qui e adesso?".

Concordo con Christian sul fatto che la lettera di Benedetto XVI contiene alcuni segni buoni che sembrano andare in questa direzione, piuttosto che in quella dell'emanare "una verità ... a cui tutti si sottomettono".

Biz

"Gesù Cristo, il "Buon Pastore", cosa farebbe qui e adesso?"

Probabilmente Gesù non si adeguerebbe alla linea dei radicali; probabilmente non si vergognerebbe di dire "sono la via, la verità e la vita" e non temerebbe, per ciò, di essere contestato di autoritarismo, di volere "imporre la verità", e non penserebbe che la verità passi dal volere della maggioranza in assemblea.
Oppure che passi attraverso petizioni e raccolte di firme.
Probabilmente, non avrebbe la approvazione di Barbara Spinelli, di Eugenio Scalfari, di parecchia altra gente che scrive sui giornali, delle comunità delle altre religioni, ed anche della maggioranza dei cattolici e di buona parte dei vertici ecclesiastici. Ma probabilmente, non gliene importerebbe nulla.
E probabilmente, verrebbe crocefisso una seconda volta.

Giovanni - un cristiano cattolico

Gesù verrebbe crocefisso una seconda volta dagli stessi che l'hanno crocefisso la prima volta, in nome della stessa Legge. E che continuano a non capirlo.

biz

E' possibile, Giovanni.
Voglio ricordare.
Giovanni, 18.

36 Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
37 Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».
38 Gli dice Pilato: «Che cos'è la verità?». E detto questo uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui nessuna colpa.
39 Vi è tra voi l'usanza che io vi liberi uno per la Pasqua: volete dunque che io vi liberi il re dei Giudei?».
40 Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante.

gilberto

caro biz, su Gesù hai ragione tu, non si adeguerebbe alla linea dei radicali e non temerebbe, per ciò, di essere contestato di autoritarismo.
ma sono certo che non richiederebbe mai e poi mai a Cesare di mettergli a disposizione il suo braccio secolare per indurre con la violenza un uomo a fare il giusto, oppure a non fare l'ingiusto. semplicemente, gli parlerebbe, tentando di convincerlo prima e accogliendolo amorevolmente dopo, pronto al perdono.
non supplicherebbe prima Cesare per l'invio di legionari, nè dopo perchè facesse leggi a suo favore. parlerebbe alla coscienza dell'uomo, e non alla pancia della comunità. almeno questo è quello che penso dopo aver letto abbastanza attentamente i vangeli.

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