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21/02/09

Commenti

Giovanni - un cristiano cattolico

Il carattere rivoluzionario del Concilio è risultato evidente a tutti malgrado non abbia introdotto nuovi dogmi e neppure abrogato vecchi dogmi (cosa che credo "formalmente" impossibile)

A mio avviso, l'affermazione di un dogma costituisce un'ammissione di debolezza da parte della Chiesa!
Pensiamo al dogma dell'infallibilità proclamato dal Vaticano I mentre i bersaglieri stavano arrivando a Porta Pia! Inoltre, nessuno - a mio avviso - penserebbe a formulare un dogma per affermare una Verità che emergesse evidente dalle Scritture.

Qualche tradizionalista estremo, come Lefebvre, ha apertamente rifiutato il Vaticano II.
Altri tradizionalisti meno incauti di Lefebvre, ma altrettanto consapevoli della sua "pericolosità", preferiscono la strategia che viene attuata tradizionalmente per "abrogare di fatto" delle affermazioni precedentemente fatte dalla Chiesa: riaffermarne la validità teorica, ma vanificandole "di fatto".
È possibile definire il Vaticano II "un grande sì all'età moderna, un passo fatto verso di essa e verso le sue conquiste (come i diritti umani, la democrazia e la libertà religiosa) pur senza ignorarne gli aspetti negativi.", ma contemporaneamente ritornare a posizioni preconciliari, come nel caso del messale di Pio V.

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