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« Religione e fede | Principale | Qualcosa si è mosso »

27/01/09

Commenti

matteo

Grazie dell'analisi e della riflessione. Spero che in molti la leggano.
Aiuteranno le persone che vogliono capire e lo desiderano fortemente.
Per i ciechi non c'è nulla da fare se non vogliono vedere.
Che nella mia amata Chiesa i ciechi non sono pochi, mi addolora.
Ora i problemi che erano esclusivamente di una "setta religiosa" sono divenuti problemi della Chiesa e di noi cattolici, con tutta la loro componente di intolleranze, e di estremismo.
Sono in "molti" a pensare che stia iniziando una nuova fase di "conversione" nella Chiesa.
Ammettere nel seno della Chiesa cattolica dei sacerdoti ordinati vescovi da un vescovo che rifiutava la comunione nella Chiesa universale, equivale al messaggio, che il vescovo che lo desidera può ordinare come e chi vuole anche senza comunione, tanto poi può arrivare il momento in cui la Curia Romana o il Papa sistemeranno tutto.
E' un messaggio di profonda contraddizione, che i vertici della Chiesa lanciano a tutto il mondo.
4 Vescovi della C.S.P.X sono riammessi, ma nel sito della Confraternita le espressioni "antiecclesiali" rimangono al loro posto ed integre.
Questo denota o che i vescovi non guidavano la confraternita, o che il messaggio "antiecclesiale" della confraternita entra in blocco nella Chiesa cattolica.

Francesco

Nell'articolo viene detto "Le opionioni di Williamson vanno contro la verità, contro Dio e contro la fede cristiana".

Questo è falso perchè la storia non è un dogma, e come tale va trattata. Ognuno ha il diritto di avere le proprie idee storiche, anche se sono odiose.
Sarebbe stato preoccupante se avesse negato la Santissima Trinità... o forse avrebbe fatto meno scandalo?

Fino

Concordo con te su tutto, però sento ancora riecheggiare il grido "Ma dov'era Dio ad Auschwitz?"
Fino

Gabriele

Segnalo due letture un po’ divergenti dei fatti di questi giorni. In mezzo ai fiumi di parole scritti in questi giorni, mi sembrano ambedue interessanti, sebbene siano frutto di sensibilità diverse. Si possono recuperare su www.finesettimana.org.
«Il concilio Vaticano II resta ancora aperto nonostante quel che possa pensarne Benedetto XVI?». «È avvenuto anche per i grandi concili del passato le cui conseguenze decisive continuavano a essere ignorate anche a decenni di distanza. Non mi meraviglia che oggi il Vaticano II sia oggetto di discussione. E’ un segno che la sua fecondità dura nel tempo e durerà finché un altro concilio non richiamerà la comunità della Chiesa a riflettere su stessa. La sua vitalità non è tanto quella di un ipotetico seme che deve germogliare, ma quella di un lievito che oggi fermenta la pasta della Chiesa. Paradossalmente quando i lefebvriani oggi vengono riammessi, usano un primato della misericordia che è esattamente un portato del Vaticano II. Nella Chiesa che loro rimpiangono sarebbero stati polverizzati. Sono come gli antidemocratici che si godono la democrazia» (Cattolicesimo senza concilio, intervista ad Alberto Melloni a cura di Tonino Bucci, in “Liberazione” del 27 gennaio 2009).
«Come mai Benedetto XVI, nel decidere di riammettere alla piena comunione ecclesiale i lefebvriani, è passato sopra alle opinioni criminali (nel senso tecnico di costituire un crimine perseguibile dalla legge) di monsignor Williamson? Di sicuro non ha fondamento la distinzione della Sala Stampa vaticana tra livello dottrinale e opinioni politiche personali, perché il Vaticano guarda sempre con attenzione alle opinioni politiche personali: furono esattamente le opinioni politiche personali a generare la repressione contro la teologia della liberazione. In realtà le opinioni politiche di monsignor Williamson non sono state ritenute un ostacolo. C'era qualcosa di più importante della negazione della Shoah, della memoria di sei milioni di morti. Di sicuro erano pure previste le reazioni scandalizzate, gli inevitabili contraccolpi per il dialogo col mondo ebraico, ma si è proseguito lo stesso. Perché Benedetto XVI ha agito così? A mio avviso la risposta è una sola: per l'interesse della Chiesa. Il Papa ha ritenuto il bene della struttura ecclesiastica superiore al rispetto della verità e della memoria dei morti. È il tipico peccato degli uomini di potere, che per dare forza al proprio stato o partito o azienda sono disposti a calpestare la verità. Questo è avvenuto: una fredda, gelida, lezione di che cosa significa "servire la Chiesa", ritenendo il bene della Chiesa superiore a tutto, persino alla memoria dei morti. La storia della Chiesa conosce molte pagine di questo stesso tetro colore» (Vito Mancuso, Il Papa che preferisce dimenticare la Shoah, in “la Repubblica” del 26 gennaio 2009).

don Marco

Christian: nella Chiesa ti condannano solo se scrivi sulla teologia della liberazione, non se affermi queste cose...

Daniela

Ho letto con preoccupazione opinioni di chi ha applaudito alla mossa di Benedetto XVI vedendovi un gesto importante nella direzione dell'unità della Chiesa Cattolica.
Guarda caso l'apertura è sempre nella direzione ultra -conservatrice, che, a questo punto, si conferma ancora una volta essere quella del Papa.
Sto con Vito Mancuso:Benedetto XVI, pur di seguire portare avanti la sua politica, come un vero caterpillar passa sopra a tutto.
Se poi pensiamo che la "riabilitazione" del vescovo negazionista è arrivata a ridosso del giorno della Memoria.....
Il mio senso di disagio sconfina nella paura sottile.
Daniela

Franco

Avvenire, 29 gennaio 2009:
Quella fraternità faccia un serio esame di coscienza

Le parole pronunciate ieri da Benedetto XVI dovrebbero porre fine ad una polemica che, per certi versi, si poteva evitare. E che poteva essere evitata se, ad esempio, la Fraternità San Pio X fosse stata più rapida a prendere limpidamente le distanze dalle affermazioni false e sciagurate di un suo confratello che, essendo passato direttamente dall’anglicanesimo al movimento ' lefebvriano', forse non ha avuto ancora il tempo di respirare un’aria autenticamente cattolica. Il Papa è intervenuto ieri al termine della consueta catechesi del mercoledì e lo ha fatto con due ' comunicazioni' distinte. Quasi a rimarcare che le due questioni – la revoca della scomunica e le tesi negazioniste pronunciate dal vescovo 'lefebvriano' – dovevano e devono rimanere distinte.

Con buona pace di chi – per ignoranza o per malizia – ha voluto e sembra tuttora voler continuare confonderle. Benedetto XVI ha ribadito che la decisione di revocare la scomunica del 1988 l’ha maturata « proprio in adempimento di questo servizio all’unità, che qualifica in modo specifico il mio ministero di Successore di Pietro » . Avendo evidentemente giudicato che questo – non un altro – fosse il momento di agire. « Ho compiuto questo atto di paterna misericordia – ha aggiunto il Pontefice – perché ripetutamente questi presuli mi hanno manifestato la loro viva sofferenza per la situazione in cui si erano venuti a trovare. Auspico che a questo mio gesto faccia seguito il sollecito impegno da parte loro di compiere gli ulteriori passi necessari per realizzare la piena comunione con la Chiesa, testimoniando così vera fedeltà e vero riconoscimento del magistero e dell’autorità del Papa e del Concilio Vaticano II » . Benedetto XVI dunque ha revocato la scomunica con un « atto di paterna misericordia » . Ed è sorprendente che tra i più scandalizzati per questo gesto si siano mostrati coloro che di solito accusano la Chiesa – quella ' ratzingeriana' oggi e quella 'wojtyliana' ieri – di essere poco misericordiosa, più matrigna che madre. Insomma suona paradossale – o forse no – che, come ha fatto notare il direttore del Riformista ieri, oggi ad invocare la Chiesa delle scomuniche siano i cosiddetti liberal.

Ma, è stato detto, il Papa nel revocare la scomunica avrebbe firmato una cambiale in bianco ai ' lefebvriani' che non avrebbero alcuna intenzione di riconoscere l’ultimo concilio della Chiesa cattolica. Ora, le parole pronunciate ieri dal Papa sono inequivocabili: non c’è alcuna cambiale in bianco. Il Concilio Vaticano II non può essere in discussione. E i 'lefebvriani' se vorranno raggiungere « la piena comunione con la Chiesa » – che evidentemente non è stata ancora raggiunta con la revoca del decreto di scomunica – dovranno finalmente riconoscerlo. In fondo lo stesso Marcel Lefebvre – anche se successivamente mostrerà di pentirsene – accordò il suo placet a tutti gli schemi conciliari – Sacrosanctum Concilium e Nostra Aetate inclusi – con l’eccezione della Gaudium et spes e della Dignitatis Humanae – e comunque appose la sua firma a tutti i documenti del Vaticano II ( cfr. biografia ' ufficiale' di Bernard Tissier de Mallerais, ed. Tabula fati, 2005, pp. 359- 360). Oltre a questo fatto storico i ' lefebvriani' potrebbero farsi aiutare anche dallo splendido discorso sulla corretta ermeneutica conciliare che Benedetto XVI pronunciò alla Curia romana alla vigilia del Natale 2005 e che vari mal di pancia ha provocato tra i più acerrimi nemici del tradizionalismo cattolico. Il Papa ha compiuto oggi un gesto da padre misericordioso. Spetta a loro ora accoglierlo. E con sollecitudine.
Claudio Cardinale

Fiona Petito

L'insostenibile insensatezza dei confessionali!...

Ove mai la “razionalmente imbelle” cricca della chiesa si volesse (qualche volta) smentire, ecco qua l’ennesimo illuminante episodio fresco di giornata.
Il paponzo (da giovane… ex-nazista… eh eh! che scapestrato!... ma i giovani si sa… eppoi si è pentito), in una sua ennesima botta di “esclusiva” lungimiranza (tipo l’internet dono-di-Dio, preservativo-no-meglio-AIDS etc.) evidentemente ispirata da Dio-Gesù-Spirito-Santo (scegliete voi quel che vi pare), ha revocato la scomunica che il defunto papa polacco (ovviamente anche lui ispirato dallo stesso Dio-etc.) aveva comminato ai cupi “lefebvriani”… tra i quali il croceuncinato vescovo negazionista Richard Williamson, però tutto fede “incrollabile” e buon cristiano.

Per non saper né leggere e né scrivere, mi domando ma com’ è fatta e come funziona la “testa” dei confessionali. Son pronti ad ammettere come “indubitabilmente esistito” uno di cui non si ha nessuna inequivocabile prova storica che lo sia stato, e NON vogliono “credere”, ovvero semplicemente “prendere atto” potendoli ancora toccare con mano caldi, i forni crematori, la shoah, le migliaia (tuttora) di avambracci di ebrei tatuati con un numero di serie come si fa per gli animali da portare al macello – per non parlare di foto, documentari e un’immensa quantità di altri documenti e riscontri (e magari anche l’ausilio di una scorsa [magari al bagno] di un illuminante “vangelo” denominato “Mein Kampf”). Ma si sa, la “fede”… si fa un vanto dell’essere “illogica e contraddittoria” (*) – dev’essere pure ‘sta peculiarità di valenza divina.
A me che divinamente ispirata non sono, mi paiono solo atteggiamenti da facce da mutande - (e si eh!... io proprio non ho la "grazia" dell'insensatezza... o povertà di spirito... sigh!... – ma non si può avere tutto dalla vita).
Hugs&kisses
Fiona Petito

(*) tranne quando si tratta di contare i soldini dell’ 8-per-mille, che vien fatto secondo la “comune vil logica” realizzando così che son stati di meno nell’ultima annata (manovra del maligno, però… o la provvidenza era altrove occupata … magari a “giocare” – diciamo così - con internet…)

don Marco

non so cos'è, ma io fossi in te, Christian, toglierei l'ultima riga con annesso link del post precedente. Il nome non ispira nulla di buono.
ciao

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