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24/10/08

Commenti

Mauro

Scusa Christian ma per me siamo di fronte ad un conflitto d'interessi bello e buono. Il teologo non può approfittare della sua veste di papa per diffondere il suo pensiero teologico. Non può firmare "Benedetto XVI" ciò che ha scritto il semplice Joseph Ratzinger. E soprattutto deve decidere cosa fare da grade: o il teologo o il papa. Ma trovo estremamente pericoloso voler fare entrambe le cose. Perchè si rischia di far passare un pensiero come il pensiero.

G.

Concordo con il commento precedente. Mi sembra importante segnalare anche il fatto che, come illustri liturgisti hanno evidenziato, la proposta del card. Ratzinger entra in conflitto con moltissimi elementi tanto a livello sincronico che a livello diacronico: per esempio nel Canone romano si dice "omnibus circumstantibus"; le basiliche paleocristiane nelle diocesi settentrionali della metropoli di Aquileia non sono quasi mai orientate, e inoltre i ministri guardavano verso il popolo dal cosiddetto banco presbiterale a ridosso dell'abside. Inutile ripetere che la messa cristiana non è soltanto sacrificio, ma anche cena. E inoltre, a fronte di numerosi e approfonditi studi che hanno criticato la questione dell'orientamento, soltanto pochi libelli di tradizionalisti di provata fede sono stati in grado di fornire alla proposta di Ratzinger una - peraltro debolissima e viziata - impalcatura storica e teologica.

mica

Molto interessante la frase "doxa non significa opinione ma splendore, glorificazione". Da quando in qua si esclude un significato certo e filosoficamente fondato e gliene si dà univocamente un altro? Forse era meglio esordire dicendo che "doxa" non significa SOLO "opinione" MA ANCHE "gloria" (e pure "apparenza", se proprio vogliamo dirla tutta...)
Ma non mi stupisce in Ratzinger: il suo pensiero rifugge dai significati sfaccettati, molteplici e relativi, e ama l'univoco e l'esclusivo (=che tende a escludere).
E' una costante della sua logica...

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