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16/07/08

Commenti

gobettiano

Sovente leggo i tuoi post ma non commento per mia mera insufficienza culturale rispetto agli argomenti di cui ti occupi. Circa l'argomento di questo post, la mia opinione è che contino le intenzioni d'amore che, sono convinto, albergano nel cuore dei genitori di Eluana. Ed allo stesso modo mi spiacque molto quando furono negati i funerali religiosi a Pier Giorgio Welby. Che una dottrina, una religione comportino delle regole, o dei dogmi come il cattolicesimo è ovvio ma essere solo prescrittivi ed in maniera tanto rigida non credo sia giusto. E non so quanto rispecchi il senso della carità cristiana e della comprensione delle sofferenze di tanti.
luigi

chrisarr

Educare le coscienze non dovrebbe ridursi fornire un prontuario del "come si fa" in ogni determinata situazione eticamente/moralmente critica, e neppure ridursi a ricordarci di rivolgersi sempre e solo alla cosiddetta "autorità", all'esperto. Come proverbialmente si dice che non bisogna dare il pesce al povero, ma dargli la canna da pesca ed insegnargli a pescare, anche in questo caso noi singoli fedeli dovremmo impegnarci per essere autonomi, informati e liberi nel nostro giudizio. Perché la responsibilità delle nostre scelte, del nostro giudizio, non è nei confronti di autorità terrene, ma nei confronti di Qualcuno più in alto.

daniela

L'incessante lavoro su se stessi alla luce del Vangelo è la via per una coscienza libera, retta ed autonoma.
E dobbiamo scrollarci di dosso una volta per tutte il "retaggio" culturale del passato.Il fatto che la Chiesa abbia "educato" le coscienze di generazioni di fedeli con la pedagogia della paura e del senso di colpa non si può negare, ma vedo al contempo meravigliosi segni di un cambiamento dei tempi. Penso a Carlo Maria Martini, alla Comunità di Bose e a tante altre voci, anche piccole e sconosciute, che nondimeno portano avanti instancabilmente un discorso di dialogo, di ascolto, di contraddittorio tra pari, dove alla base di tutto sta la contemplazione di un Dio che si spoglia volontariamente dei suoi attributi divini per assumere la condizione di servo. Se entriamo in questa logica kenotica possiamo liberarci di paure e sensi di colpa e lavorare su noi stessi per la costruzione di una fede e di un futuro carico di umanità

Mauro

Spesso le autorità vaticane parlano di coscienza "rettamente formata". Un tempo la agire secondo coscienza non era un valore; ora lo è ma deve appunto essere formata in un certo modo, altrimenti non vale. Ma se una coscienza pensa e dice tutto quello che le viene da fuori, che coscienza è?

Annalisa

Il problema della coscienza credo che ci 'tormenterà' a lungo, forse sempre, perchè pone la questione del limite, della libertà e del rapporto tra spazi personali e dimensione pubblica. Credo che le riflessioni da fare non manchino e interpellino tutti.

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