La mia foto

Seguimi su Facebook

Contatore

Altre vie

  • Fine Settimana
    Rassegna stampa sulle questioni religiose curata dall'associazione "G. Giacomini" di Pallanza.
  • Vino Nuovo
    Blog collettivo di giornalisti cattolici.
  • Viandanti
    Una voce laicale dell'opinione pubblica nella Chiesa, con una presa di parola libera e pubblica.
  • il Sismografo
    Raccolta di links in 5 lingue su notizie della Chiesa Cattolica, Ecumenismo e Dialogo interreligioso.

« La pasqua ebraica in chiesa | Principale | Conversioni dentro e fuori »

21/03/08

Commenti

biz

Premessa:
Presso i blogger de La Stampa sono ormai noto per prendere sempre le difese della Chiesa (ormai, c'ho la fama di ultras, pazzesco).

allora:
1) abbiamo un fatto che risulta evidentemente documentato da testimoni
" il vescovo di Ivrea Luigi Bettazzi, il vescovo di Livorno Alberto Ablondi e l’ausiliario di Roma Clemente Riva erano intenzionati a offrirsi in ostaggio alle Brigate Rosse in cambio di Moro"

2) abbiamo un fatto certo: lo scambio non avvenne.

Poi abbiamo le supposizioni:
"il Vaticano che, però, bloccò ogni tentativo. Valle sostiene che dietro alla rigidità curiale ci fosse un’avversione nei confronti del progetto politico di Moro di apertura a sinistra."

Ora:
1) le Br erano interessate allo scambio? Credo proprio di no; quindi è pura accademia dare la "colpa" al Vaticano del mancato scambio.
2) Quella di Valla è una supposizione. E basta.
Mi pare anche tutto sommato balzana: avrei almeno una ragione più plausibile sul perchè il Vaticano non assecondò il tentativo (ammesso che il tentativo interessasse alla BR).

biz

Ora, perchè ti dico questo?
Perchè è molto importante separare i fatti dalle opionioni, specie se si tratta di responsabilità in ordine alla vita di un uomo.
Perchè, se una lettura tipo quella di Valle viene presa per "verità documentata di fatti" e non una ipotesi, quale, palesemente, è, qualcuno dirà che Moro è morto per colpa del Vaticano, e quindi dagli a quei bastardi.
Se la cosa fosse vera, evvabene. Ma è una supposizione, piuttosto tirata per i capelli, mi pare.
Insomma, va bene che un cattolico sia anche critico nei confronti della Chiesa nei suoi difetti, ci mancherebbe altro. E' giustissimo.
Ma se si beve in modo acritico supposizioni velenose, va meno bene, secondo me.
Non mi interessa se è un buon cattolico o no: più che altro, non è un buon critico (nei confronti della Chiesa e nemmeno degli altri)

Bud

Da quel che ho capito e da quel che ricordo di anni passati Biz non e' un fervente cattolico; ma so che e' una persona colta, razionale e sopratutto intellettualmente onesta, cioe' tutto il contrario di tanti personaggi in cerca di un minimo di visibilita' che sguazzano sulla rete e anche sui blog di questo giornale.
Non credo proprio gli faccia un baffo esser considerato un ultras clericale da costoro: un raglio d'asino non sale in cielo , recita il proverbio.
Grazie Biz.

Christian Albini

Di solito non replico a chi commenta i miei post. Nel caso di questi 3 commenti faccio un'eccezione. Forse sono io che capisco male quello che gli altri scrivono, quindi correggetemi se sbaglio. Però mi sembra che si mettano assieme opinioni sulle argomentazioni presentate e giudizi sulle persone che li esprimono (incluso il sottoscritto). A me questo sembra poco corretto, oltre che tendenzialmente offensivo. Agli argomenti si risponde con altri argomenti, non pronunciando giudizi sulle persone che generano polemiche antipatiche e sterili.
Detto questo, alcune precisazioni:
1. Il libro di cui parlo è il libro di una giornalista e non di uno storico. Quindi, il valutare certe interpretazioni è materia per gli storici a venire. Si tratta comunque di un testo (con prefazione di un noto magistrato) pubblicato dalla stessa casa editrice che ha pubblicato il libro di Benedetto XVI su Gesù, insieme a opere di Giovanni Paolo II e di don Giussani. Questa non è certamente una garanzia di veridicità, ma non stiamo parlando di un editore scandalistico o sconosciuto che pubblica a cuor leggero il primo testo che gli capita.
2. L'opposizione di parte della gerarchia vaticana allo scambio non è solo una supposizione di Annachiara Valle, ma è testimoniata direttamente da Bettazzi che riporta il suo colloquio con il sostituo di stato Vaticano ed è sempre Bettazzi, più che Valle (qui mi devo correggere) a sostenere che dietro quella opposizione ci fosse anche l'avversione per la linea politica di Moro (avversione peraltro esistente). Ora, le opinioni di mons. Bettazzi non sono necessariamente vere, ma non mi sembra possano essere liquidate come supposizioni gratuite e velenose di un cacciatore di pubblicità.
3. Sui retroscena del sequesto Moro e sulla possibilità di un suo rilascio da parte delle BR è ancora in corso un dibattito ben lontano dall'essere chiuso. A me non sembra di aver scritto da nessuna parte che il libro è "verità documentata dai fatti". Ho fatto invece ampio uso di condizionali e ho scritto "Se il libro riporta il vero, sono fatti molto gravi...". Allora, si tratta di valutazioni da discutere e dibattere ma non vedo perché si dovrebbe fare finta che non esistano. E comunque per contestare il libro si dovrebbe leggerlo e non basarsi su un mio post che è necessariamente limitato nel riassumerlo. Io ho riportato che viene espressa una tesi forte su un fatto importante nella nostra storia civile ed ecclesiale, senza prenderla per certa, e perciò andrebbe discussa e valutata quanto meno per amor di verità.

Bud

Io volevo solo condividere e congratularmi sinceramente con Biz: non ho espresso giudizi (negativi) su nessuno mi pare ..
Probabilmente mi sono spiegato male, chiedo scusa.

Biz

Si Christian. Questo particolare è importante, bisogna chiarirlo bene.
Da come avevi scritto, sembrava una opinione della Autrice, e allora andava messa in quella luce (cioè come opinione). Invece è una opinione di Bettazzi (che essendo stato un protagonista della vicenda, ha un altro peso)
Leggo da Tornielli, che ha scritto anche lui su questa cosa:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=247685

"Secondo quanto riferito da Bettazzi, Caprio [Sostituto della Segreteria di Stato] rispose: «Non vede che stiamo finendo in braccio ai comunisti? Ha già fatto troppo il Papa, non occorre fare di più. Non c’è nulla da fare. È meglio che muoia un uomo solo piuttosto che tutta la nazione perisca... Ora che è venuto e che ha chiesto il nostro parere, le proibiamo di offrirsi in ostaggio»."

Questo il racconto di Bettazzi. Ecco, il punto è: ma se avessero rapito Andreotti gli avrebbero detto di offrirsi in ostaggio?
In altre parole: non si voleva - come del resto non ha voluto il Parlamento - trattare per non "arrendersi" al ricatto, oppure, come lascia intendere Bettazzi, per "castigare Moro"?
...
"«Posso dire, oggi – spiega lo stesso Bettazzi – che il modo in cui è stato trattato il sequestro di Moro, può essere interpretato come una “lezione” che si voleva dare a chi voleva inserire le “sinistre” nei gangli del potere. L’onorevole Moro anticipava troppo i tempi e per questo bisognava lasciarlo morire»."

Mi pare un po' troppo per Paolo VI; naturalmente mi posso sbagliare.

Bon, chiuso l'incidente. Non volevo offendere, sono però sempre un po' polemico.
Grazie a Bud per la stima.


Bud

Anche a me pare un po' troppo per Paolo VI, che certamente non voleva "castigare" Moro.
Che sia stato proibito a mons. Bettazzi di offrirsi in ostaggio e' quasi certamente vero, ma che non si sia voluto trattare, in particolare da parte Vaticana, per condannare a morte Moro fa parte della dietrologia ed e' certamente falso. Gli assassini sappiamo chi sono, e pentiti o no sarebbe il caso di non dare loro piu' voce, per rispetto a tutte le vittime innocenti. Io personalmente provo un senso di fastidio ogni volta che qualcuno di loro parla di questa e altre vicende tragiche come se la responsabilita' delle vite stroncate, del dolore inflitto alle famiglie , non gli appartenesse totalmente.

Bud

Aggiungo e concludo.
Ho sempre pensato, allora e ancora oggi, che le BR sequestrarono e uccisero Moro proprio perche', se il PCI fosse entrato nel Governo, loro sarebbero stati politicamente e inesorabilmente tagliati fuori e avrebbero perso anche quel minimo consenso di cui godevano all'inizio della lotta armata. Sapevano benissimo che la richiesta di liberazione di 10 terroristi gia' condannati era inaccettabile dallo Stato, e se per caso si fosse aperta una trattativa, avrebbero alzato la posta e la conclusione della vicenda sarebbe stata, per quanto li riguardava, purtroppo la stessa.
Questo e' quanto; che poi parte della DC non condividesse affatto il progetto di Moro e' risaputo; ma da questo a dire che i vertici di allora abbiano responsabilita' piu' o meno diretta nella sua morte ce ne corre. Sono comprensibili le ultime, commoventi lettere di un uomo mite e buono, che si sente abbandonato dai suoi amici, dal suo partito e dallo Stato che aveva con dedizione e onesta' servito: ma chi non avrebbe implorato in quella situazione?
Egli e' stato, suo malgrado, un martire, il cui sacrificio segno' l'inizio della sconfitta del terrorismo nel nostro Paese. Gli altri, in galera o no, erano e rimangono solo degli assassini.

I commenti per questa nota sono chiusi.

Twitter

Mi piace

I miei libri

I miei e-book

Blog powered by Typepad
Iscritto da 12/2006