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18/01/08

Commenti

Annalisa

Anche in sognandoemmaus, il blog seguito da me e altri teologi e operatori pastorali laici, ci siamo interrogati sulla vicenda della Sapienza. Personalmente ho sofferto e soffro il clima che si è creato perchè mi sento divisa a metà. Patisco il muro del non-dialogo che si è creato, i silenzi e le parole di troppo di entrambe le parti, il senso di ostilità e la fatica a comprendere e comprendersi.
Mi sembra che qui, oltre a non-rispetto, la parola chiave sia non-dialogo e il non-dialogo implica una mancanza da parte di due interlocutori, come nella vita di coppia. Pertanto, si è responsabili da entrambe le parti!
Ho patito in tutto ciò che si sia arrivati a connotare malamente e sbagliando la laicità, in quanto il rischio di chiusura di alcuni porta a questo...
Il dissenso deve poter mantenere il suo spazio di espressione, nei limiti del rispetto, e, forse, la Chiesa deve interrogarsi di più su come entrare realmente in dialogo con questo mondo e in questo tempo. Non bisogna dimenticare che la Parola è chiamata costantemente a confrontarsi con l'oggi, perchè si è fatta carne.
Personalmente, credo comunque che sia un errore 'politicizzare' tutto quello che sta succedendo che alla fine è una grande denuncia di come ognuno ama stare nel suo orticello, senza possibilità, desiderio di confronto e incontro di sensibilità e prospettive differenti.
Abbiamo tutti da riflettere, nessuno si senta escluso.

Antonio Montanari

Condivido il pensiero di Annalisa: dialogo, c'è bisogno di dialogo.
Nel mio blog su La Stampa:
http://antoniomontanarinozzoli.blog.lastampa.it/antoniomontanari/
ho ricevuto delle offese da persona che poi ho scoperto e smascherato: era un sacerdote.
Gliene ho chiesto conferma con mail privata.
Lui mi ha risposto: "non so se sia utile alla nostra discussione dire che sono il sacerdote e parroco che ha trovato su internet".
Altro che se è utile. Ma perché nascondersi?

Biz

Scusa ancora Cristian.

Si Nozzoli: infatti mi hai bannato.
Avrei voluto spiegarti, pacatamente, perchè trovo i tuoi post irritanti.
Magari, poteva essere una occasione di dialogo.
Poco male.

Biz

Chiarisco: naturalmente, il sacerdote non sono io.
Era un altro che ha cassato

E' veramente triste quando un lupacchiotto si traveste da agnello. Certe cose, bisogna saperle fare.

Stefano

Apprezzo e condivido pienamente ciò che ha brillantemente focalizzato Christian nei suoi ultimi blog... e a tal proposito volevo chiedergli se ritiene, almeno così pare a me, che tutti questi contrasti non siano derivati in parte anche dal modo in cui la Chiesa spiega e motiva le sue scelte... ovvero con argomentazioni e stili troppo complicati, poco diretti, ampollosi ed arcaici... ne ho la prova nel mio piccolo, quando le stesse cose vengono spiegate da alcuni "comuni" sacerdoti i quali con poco riescono a fare un seguito sincero enorme di giovani provenienti anche da realtà del tutto estranee al cattolicesimo...

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