La mia foto

Seguimi su Facebook

Contatore

Altre vie

  • Fine Settimana
    Rassegna stampa sulle questioni religiose curata dall'associazione "G. Giacomini" di Pallanza.
  • Vino Nuovo
    Blog collettivo di giornalisti cattolici.
  • Viandanti
    Una voce laicale dell'opinione pubblica nella Chiesa, con una presa di parola libera e pubblica.
  • il Sismografo
    Raccolta di links in 5 lingue su notizie della Chiesa Cattolica, Ecumenismo e Dialogo interreligioso.

« La lezione della Mongolia | Principale | Accettazione »

30/11/07

Commenti

sariddu

La mia domanda potrebbe sembrare provocatoria mentre invece non lo e` per niente. Io sono ateo e non credo in una vita dopo la morte. Ho 63 anni e, sara` per motivi caratteriali o perche` non ho mai avuto problemi di salute o non so perche`, ma di fatto non ho mai avuto problemi di alcun tipo con riguardo al pensiero della morte.
C'e` una cosa che mi ha sempre incuriosito ed alla quale non riesco a dar una risposta: perche` un credente dovrebbe preoccuparsi della morte? Per un credente la morte e` l'inizio di una nuova vita, perche` temere la morte se si crede che in realta` essa sia solo un passaggio?

Paola

Questo tuo post mi ha colpita molto. Il mondo attuale cerca di allontanare il pensiero della morte, soprattutto nascondendola, evitando di pensarci ed esorcizzandola in vari modi. Qualcuno è fortunato, come Sariddu che dice di non aver mai avuto grossi motivi per pensarci, per altri invece la realtà della morte è ben presente. Christian si è imbattuto precocemente in essa con la sua malattia, io mi ci sono scontrata con la morte improvvisa di mio figlio ventunenne. Quando si tocca con mano che la morte è nella nostra vita non si torna più indietro. La sua compagnia è sempre presente. Per un Cristiano non è angoscia, disperazione come per molti, ma sempre umani siamo e non Santi come Francesco che arrivò a chiamarla Sorella.
Amo leggere talvolta Coelho; proprio ieri mi sono imbattuta in questo passo :"Tutti, presto o tardi, moriremo. Soltanto chi accetta questo assunto è pronto per la vita"

MarcoSabba

Per Sariddu, in quanto credente e quindi indirettamente interpellato, dico brevemente quello che sento dentro di me di solito quando penso alla mia morte: paura di cio' che non conosco e paura di affrontare questo non-conosciuto da solo. Credo che queste mie paure abbiano poco a che vedere con la razionalità delle considerazioni che posso fare sul "dopo", non a caso ho detto che le "sento" dentro di me.
Per Christian, volevo solo dirti che ho iniziato a seguire il tuo blog dopo aver letto per caso questo post:
http://sperarepertutti.blog.lastampa.it/sperare_per_tutti/2007/09/leternit-in-uno.html
al quale il post presente forse si puo' ricollegare...
Ho pensato a mio padre, se avesse scritto quelle parole per me, oppure se io le avessi scritte per mia figlia: una continuità di affetti e sofferenze che se ci penso provo un senso di vertigine, come ogni volta che penso al misterioso legame di amore e sofferenza che ci accomuna a Cristo. Non so se sono stato chiaro, in ogni caso ti rinnovo la mia stima, poco utile ma sincera.

I commenti per questa nota sono chiusi.

Twitter

Mi piace

I miei libri

I miei e-book

Blog powered by Typepad
Iscritto da 12/2006