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24/08/07

Commenti

Stefano

Se posso permettermi di intervenire sulla questione ti ricorderei una massima da me sentita che non mi ha mai lasciato: "Dio non è buono, ma misericordioso" e ciò per dire come Dio agisca non in modo umano.. bensì da padre misericordioso e, come ho imparato sulle mie spalle, costruisce sempre qualcosa di meraviglioso dagli errori ed omissioni degli uomini
Un sincero e completo sostegno virtuale da sPunto...

Chrisarr

La chiusura del tuo post mi fa venire in mente il seguente passo della Lettera ai Romani (Rm 7:14-25)
"Sappiamo infatti che la legge è spirituale; ma io sono carnale, venduto schiavo al peccato. Poiché, ciò che faccio, io non lo capisco: infatti non faccio quello che voglio, ma faccio quello che odio. Ora, se faccio quello che non voglio, ammetto che la legge è buona; allora non sono più io che lo faccio, ma è il peccato che abita in me. Difatti, io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene; poiché in me si trova il volere, ma il modo di compiere il bene, no. Infatti il bene che voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello faccio. Ora, se io faccio ciò che non voglio, non sono più io che lo compio, ma è il peccato che abita in me. Mi trovo dunque sotto questa legge: quando voglio fare il bene, il male si trova in me. Infatti io mi compiaccio della legge di Dio, secondo l'uomo interiore, ma vedo un'altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente e mi rende prigioniero della legge del peccato che è nelle mie membra. Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. Così dunque, io con la mente servo la legge di Dio, ma con la carne la legge del peccato."


Mi dico sempre: la volontà di fare il bene c'è, ma sembra che abbia solo la capacità di fare il male. Per tanto che ci si affanni ad agire per bene, secondo coscienza, noi uomini non avremo mai la certezza di agire secondo giustizia. A causa delle nostre azioni qualcuno, se pure non soffrirà, di sicuro non sarà soddisfatto.

Su questo si innesta anche il mio essere cristiano: sono tranquillo perché la responsabilità della salvezza non dipende da cosa posso fare o non fare, da cosa posso scegliere o meno. Se mai sarò salvato, sarà esclusivamente perché ho creduto nel Signore e lui, nella Sua misericordia, mi ha accolto e tenuto con se.

Di mio in quel giorno non avrò nulla da presentare, nessuna opera meritoria, di nessun genere, se non i miei errori, conseguenza più o meno voluti della mia natura.


Ciao!

Gian Contardo

Lucia ne "I promessi sposi" dice all'Innominato:
"Dio perdona tante cose per un'opera di bene".

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