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28/06/07

Commenti

Gian Contardo

Mi sorprende che un giornalista come Magister, in quale scrive per una testata "laica" come L'Espresso (che dovrebbe avere in simpatia quella parte di cattolicesimo che con molta approssimazione viene definita "progressista"), mostri livore verso personalità quali il card. Martini e il prof. Alberigo, che hanno sempre impresso alla loro fede un'intonazione di apertura e di dialogo.
Per quel poco che ne so, Magister non è un "teocon"; e, in una sorta di singolare par condicio, in alcuni suoi post prende di mira anche il card. Bertone, che di sicuro non può essere definito "progressista".
Non mi resta che ipotizzare un Magister mosso da antipatie più o meno personali; e Dio solo sa di quanto vanaglorioso livore e di quanto rancido astio siano capaci gli uomini di cultura, quelli che siamo soliti chiamare intellettuali!

mirella camera

Da un bel pezzo Magister va controcorrente rispetto al suo giornale, l'Espresso. Che ce l'abbia coi Martini, con gli Alberigo, con gli Scoppola, coi dossettiani è lampante E' anche diventato un vero fan di Benedetto XVI, al punto che gli ho proposto di cambiare il titolo del suo blog, da "Chiesa.it" a "Ratzinger.it".
Naturalmente non mi ha risposto, non lo fa mai nemmeno quando non si tratta di punzecchiature: semplicemente non ha previsto, nel suo blog, uno spazio per i commenti.
Ma tutto torna, no?

Francesco

Magister oltre ad avere un blog illeggibile ha anche una prosa illeggibile...e probabilmente un narcisismo sfrenato. Temo che dietro ai suoi sproloqui piu o meno partigiani ci sia solo una grande vanità nel leggersi senza una reale cura di quello che "sarebbe" il suo mestiere : il giornalista.

Stefano

Ho avuto la fortuna di poter conoscere don Divo Barsotti, poco prima della sua scomparsa, nella sua comunità nei pressi di Firenze. Una persona umile e sincera come pochi ne ho conosciuti... che in quel poco mi ha donato più di quanto ho ricevuto nella mia vita. Quindi posso capire la tristezza e la premura con cui Dossetti voleva continuare ad avere un padre spirituale di questo valore.

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