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29/06/07

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Gian Contardo

A suo tempo, Papa Ratzinger aveva espresso le sue perplessità sulla messa al bando della messa in latino sostenendo che fino ad allora (il Concilio Vaticano II) le friforme liturgiche si erano aggiunte o sovrapposte al preesistente senza mai sostituirlo.
In sostanza, secondo l'allora teologo Ratzinger sarebbe stato meglio affiancare le messe nelle lingue nazionali alla messa in latino anziché, di fatto, abolire quest'ultima.
In fondo, è quanto ha deciso ora; ricordiamoci che la messa in latino viene "riammessa" ma non sostituisce la messa in italiano, francese, spagnolo, inglese, etc.

Detto questo, penso che la messa in latino (o messa tridentina che dir si voglia) contenga in sé una potenzialità e un rischio.
La potenzialità, immensa, è di unificare la comunicazione e la comprensione fra tutti i fedeli, facendo del latino la lingua ufficiale della cattolicità (e magari aiutandone la diffusione fra la gente, il che, sia pure a livello di cultura profana non guasta di certo). Si pensi a quale abbattimento di frontiere linguistiche porterebbe una cattolicità che nel suo insieme conosca il latino: enorme passo in avanti culturale, sì, ma anche spirituale.
Il rischio è che, se nella catechesi non verrà inserito l'insegnamento del latino (anche per gli adulti), vi sia una partecipazione esteriore, non convinta, alla messa come alle altre manifestazioni ecclesiastiche: dei fedeli che non conoscono in latino ridurrebbero la loro partecipazione alla messa a pratiche "meccaniche" senza comprenderne il vero significato delle varie fasi liturgiche.
Però, ripeto, la "liberalizzazione" della messa tridentina non comporta affatto l'accantonamento della messa in lingua nazionale.

Un'ultima, personale considerazione: quello che mi sconcerta nella messa tridentina è il celebrante che officia con le spalle rivolte ai fedeli; sarà forse perché mi ricordo solo la partecipazione alla "nuova" messa (sono nato nel 1960) ma l'impressione che mi dà il sacerdote che volta le spalle ai fedeli è quella di una separazione fra clero e laicato che non mi sembra utile "evocare".

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