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18/06/07

Commenti

Gian Contardo

Un paio di anni fa ho acquistato e letto il libro "Breve storia del Concilio Vaticano II" del prof. Alberigo, di cui ho apprezzato la chiarezza espositiva e la capacità di coniugare efficacemente sintesi e completezza.

Ultimamente sono stato tra i firmatari on line dell'appello ai Pastori, da lui promosso per chiedere al clero di cessare le polemiche contro i Dico.

Nelle recenti polemiche dei "teocon" contro l'opera degli studiosi del "gruppo di Bologna", del quale il prof. Alberigo è stato un prestigioso esponente, rinvengo due gravi scorrettezze.

In primo luogo, il maldestro ed arrogante tentativo di coinvolgere Papa Ratzinger, accreditandosi come "fedeli" interpreti del suo pensiero. Quando invece, nel caso specifico, non solo Benedetto XVI ha sempre avuto rapporti cordiali col prof. Alberigo ma ne ha sempre apprezzato il lavoro storiografico.

D'altronde, niente di nuovo sotto il sole: certi realisti saranno sempre più realisti del re.
Sia detto per inciso, anche esulando dall'argomento di questo post di Christian: i media si soffermano troppo sulla cosiddettta "eresia di sinistra" (leggi: teologia della liberazione) ma c'è anche un'"eresia di destra", a mio avviso decisamente più pericolosa in quanto si ammanta dell'ortodossia della Tradizione. E più arroganyte ed irrispettosa: un Gutierrez non si è mai permesso di dare del burgiardo al Papa regnante, al suo predecessore, al suo segretario di Stato e al predecessore di quest'ultimo, come invece ha fatto Antonio Socci a proposito delle apparizioni di Fatima.

La seconda grave scorrettezza dei "teocon" contro il dossettiano Alberigo è quella, ricorrente nella Storia (e non solo in quella ecclesiastica), di attaccare qualcuno con l'obiettivo di colpire qualcun altro o qualcos'altro.
Detto in parole più chiare: attaccando Alberigo si attacca il Concilio Vaticano II e con esso l'apertura della Chiesa a valori come la tollerenza e il pluralismo religioso. Mi viene voglia di aggiungere: la laicità, intesa come rinuncia, come salutare rinuncia della Chiesa ad imporre a tutti i cittadini di uno Stato i suoi valori; pur rivendicando, naturalmente e giustamente, il diritto della Chiesa ad essere presente nel mondo e a far sentire la sua voce.

harry

Andrea Tornielli, che pure contesta l'impostazione di Alberigo, ammette che tuttavia una storia del Concilio scientificamente rigorosa e valida di impostazione diversa non è ancora stata fatta. Questo per dire che si può essere critici ma riconoscere il valore dell'interlocutore.

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