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04/05/07

Commenti

donmo

E' molto bello quello che scrivi. Io ho sempre in mente ciò che diceva Bonhoeffer: "Grazie a buon mercato è predicazione della remissione senza penitenza, è battesimo senza disciplina comunitaria, è Cena senza confessione dei peccati, è assoluzione senza confessione personale. La grazie a buon mercato è grazia senza sequela, grazia senza croce, grazia senza Gesù Cristo vivo, incarnato (...) Grazia a caro prezzo è il vangelo che si deve sempre di nuovo cercare, il dono per cui si deve sempre di nuovo pregare, la porta a cui si deve sempre di nuovo bussare".
E poi ci sono i tormenti di chi a volte deve dar via la grazia anche a buon mercato per non scandalizzare i piccoli, ma questo è un altro discorso e ci porterebbe lontano.

francesca

Sono d'accordo con te, io e mio marito abbiamo fatto lo stesso.
Ma non è così per tutto il resto? Insegniamo ai nostri figli quello che pensiamo sia giusto, e lo facciamo con il proposito di donare...

Paola

Concordo con il Battesimo ai bambini considerato come un dono dei genitori. Essi hanno dato loro la vita materiale ed è giusto che si preoccupino di donar loro anche quella spirituale.
Il Sacramento del Battesimo ci fa Cristiani cioè figli di Dio, fratelli di Gesù Cristo e membri della Chiesa. E' giusto che i figli di chi crede godano al più presto di questa parentela. In età adulta purtroppo, Battesimo o no, molti se ne allontanano.
Paola

Gian Contardo

Storicamente parlando, erano gli anabattsiti che rifiutavano il battesimo ai bambini, riservandolo solo agli adulti perché esso doveva presupporre una scelta consapevole della persona di diventare parte della comunità dei credenti.
Poi, sappiamo tutti che, accanto a questa affermazione di libertà, presso gli anabattisti vi erano manifestazioni di violento totalitarismo, come le quotidiane esecuzioni capitali a Munster di persone che non volevano aderire all'anabattismo.

Circa l'età del battesimo, porto la mia piccola testimonianza personale: uno dei miei primi segni di "ribellione" alla Chiesa si concretizzò, da adolescente, proprio nella constatazione di essere stato battezzato, a tre mesi di età, senza ovviamente il mio consenso; da ragazzo 15enne ero ancora credente ma non riuscivo a comprendere perché il battesimo mi fosse stato imposto anziché propormelo, da adulto, come scelta libera e connsapevole; allora, priam del quindicennio horribilis (quello dell'ateismo), ero ancora credente e mi avrebbe fatto piacere vivere il battesimo come scelta consapevole.

Non voglio comunque addentrarmi in questioni dogmatiche e canoniche concernenti il batteismo. Semmai, si potrebbe proporre che non il battesimo ma la cresima fosse impartita agli adulti (penso ad es. ai 18enni) anziché ai ragazzini.

Approfitto dell'occasione per comunicare due cose che esulano dall'argomento di questo post (e me ne scuso).

La prima è un profondo e sincero ringraziamento per Christian: il tuo blog è un'oasi di pace, in un mondo ma anche in una Chiesa sempre più polemici e sempre meno disposti ad ascoltare le ragioni degli altri. E' un'oasi di serenità spirituale in cui posso ritrovare quel Dio che non riesco a trovare nella Chiesa.

La seconda è un'accorata invocazione alla Chiesa e a quello che sta accadendo negli ultimi tempi: perché ogni volta che cerco di avvicinarmi ad essa, fa sempre qualcosa che mi induce a rimanerle alla larga? Vuole dunque condannarmi alla posizione che Norberto Bobbio espose nell'ultimo periodo della sua vita?
"Non sono né ateo né agnostico ma sono fuori dalla Chiesa da troppo tempo per rientrarvi" (N. Bobbio).
E guarda, Christian, che io non cerco una Chiesa facile, una Chiesa comoda, che mi lasci libero di fare quello che voglio e poi mi perdoni facilmente. Cerco la Chiesa dell'Amore ma non la trovo più, soprattutto nelle prese di posizione delle sue gerarchie.

Paola

per Gian Contardo.
Spero che Christian ti risponda perchè il tuo post mi sconcerta un pò. Come si fa a sentirsi fuori della Chiesa se si crede in Gesù Cristo?
Forse non credi alla veridicità dei Vangeli? Ricordi la frase "Tu sei Pietro e su questa pietra io edificherò la mia Chiesa"'
La Chiesa è formata di uomini Sacri, ma non per questo Santi, quindi, a parte l'infallibilità del Papa quando parla ex.cathedra, in grado anche di sbagliare.
Forse io sono troppo semplice nella mia Fede.
Leggo sempre volentieri i tuoi commenti e concordo con te sulla bellezza di questo Blog.
Con profonda stima.

Gian Contardo

Per Paola.
Su altri blog i lettori interagiscono fra di loro, oltre che col blogger, replicando e contro replicando, a volte in modo polemico.
Il blog di Christian invoglia poco a questi confronti "controversistici", perché dà la stessa pace interiore del passeggiare nel giardino di un chiostro.
Non voglio dunque replicare alle tue sincere e buone osservazioni, anche perché non mi sento affatto in contrapposizione con te.
Nei miei commenti esprimo tutto il mio disagio per una Chiesa che non sento nel cuore, come invece sento Dio nel cuore.
Ti ringrazio comunque, Paola: le tue osservazioni mi sono di stimolo in questo mio piccolo travaglio interiore.

Giovanni

Innanzi tutto ringrazio Christian per lo spazio che è stato dato al mio post e per le opinioni che sono state espresse.
Forse, per capire meglio, bisognerebbe approfondire la natura teologica del sacramento e l'evoluzione storica del concetto di "peccato originale", e in ciò mi sento ignorante. E' proprio per questo che mi interessa comprendere le motivazioni che stanno alla base del Battesimo ai bambini.
Ma, con il massimo rispetto, c'è qualcosa che continuo a non capire in questa logica. Se come dice Christian "non ha senso slegare il battesimo dagli altri sacramenti, ma è meglio vederlo come un momento di un itinerario che continua per tutta la vita" e "il battesimo può benissimo essere un punto di avvio di questo itinerario", non capisco come in ciò un genitore possa sostituirsi alla volontà di un'anima, senza privarla dello slancio fondamentale che può dare il Battesimo vissuto consapevolmente. E con questo non intendo affatto ridurre il Sacramento ad una dimensione psicologica. Mi risulta che esista il "Battesimo del desiderio", ossia è battezzata la persona che "vuole" esserlo.
Io posso cercare di trasmettere a mia figlia la mia fede, la mia testimonianza, la mia formazione, ecc. Tutto questo però è parte del "mio" Battesimo. Ma, in coscienza, come posso darle il "suo" Battesimo? Esso, per quanto riesco a capire, non può ridursi ad una proiezione dell'amore dei genitori che trova poi conferma solo nella Cresima. Il Battesimo in sé dev'essere di più, dev'essere un atto che appartiene alla persona, alla sfera della sua volontà. Se poi, come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica, privare un bimbo del Battesimo è privarlo della grazia dei figli di Dio, osservando le vite di molti battezzati mi pare evidente come tale grazia fatichi molto ad operare in assenza di una chiara e propria volontà dell'individuo. Ben di rado la Grazia forza la volontà, perché sarebbe violenza.
E' desolante sapere che esiste l'associazione di coloro che chiedono polemicamente di sbattezzarsi (sito www.UAAR.it).

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