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08/03/07

Commenti

donMo

Tutto giusto. Lo diceva anche Alberigo qualche giorno fa in un'intervista: si ha bisogno di un nemico per costruire la propria identità. Ieri era il comunismo, oggi è il laicismo.
Solo che (qui non è più Alberigo, anche se credo che sottoscriverebbe) costruire la propria identità *contro* invece che *insieme* è una scorciatoia che (come avviene spesso) fa perdere la strada.

Franco

Concordo .. troppe certezze e se devo essere cattivo anche una punta di culto della personalità (ma Boffo è quello che ha ridotto Avvenire a houseorgan rispetto ad un giornale bello quale era troppo tempo fa). L'egemonia ruiniana alla fine dei conti mi sembra molto simile a quella gramsciana : fallimentari entrambe alla lunga.

mica

Sono d'accordo. La Chiesa si è ciellenizzata, mettendo al primo posto la questione dell'identità. Da questa centralità dipende tutto il resto: prima di tutto stabilire chi è dentro e chi è fuori, chi ha la verità e chi no, chi è "dei nostri" e chi è il nemico. Ma non fanno così anche i pagani?

Gian Contardo

La vera essenza del Cristianesimo consiste nell'accogliere e non nell'escludere, nemmeno chi sbaglia. E' l'"et et": questo e quello.
E il sisgnificato dell'eresia non è il dissentire da posizioni minoritarie ma il dividere: noi buoni da una parte e gli altri, i cattivi, dall'altra.
Purtroppo, l'aria che si respira nel cattolicesimo italiano è quella dell'eresia: chi comanda (e chi appartiene alla "cordata" vincente) è dalla parte della ragione e chi non si conforma alle idee di chi comanda è dalla parte del torto.
Più che muovere critiche a questo o a quell'esponente cattolico, a questo a quel movimento ecclesiastico "trendy", voglio testimoniare il mio stato d'animo rispetto a questa situazione: da anni, da quando cioè ho ritrovato la fede dopo un buio periodo di ateismo, sono cattolico convinto ma non praticante; da un po' di tempo a questa parte, la mia fede cristiana non è affatto scossa ma sono sempre più convinto, e lo dico non con orgoglio ma con amarezza, della mia scelta di rimanere non praticante.
Non voglio dare lezioni a nessuno e non invito nessuno a seguire il mio esempio: voglio solo testimoniare la mia realtà, il mio imbarazzo di fronte a certi toni, il mio disagio di fronte a certi atteggiamenti.

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