Ho partecipato, sabato 4 maggio, alla trasmissione di attualità religiosa Strada regina con il vescovo di Lugano Pier Giacomo Grampa. L'invito è venuto dal conduttore, don Italo Molinaro, per un confronto sull'inizio del papato di Francesco.
E' stata la mia prima esperienza con il mezzo televisivo e i suoi tempi rapidi. Con un supplemento di riflessione, aggiungerei che la peculiarità di papa Francesco è incoraggiare un passaggo dal potere alla misericordia: il ministero petrino che si spoglia delle sue prerogative regali, che hanno delle origini storiche, per diventare annuncio dell'amore gratuito di Dio che è irrinunciabile.
L'annuncio della misericordia, che ho voluto sottolineare, cambia tutto. Istituisce una gerarchia della verità. Anche quando papa Bergoglio impiega termini in certo senso "tradizionalisti", come negli accenni al diavolo e a Gesù "unica porta", è il primato della misericordia che ne fa capire il significato corretto. Sono richiami alla fedeltà al Vangelo, alla coerenza con lo stile di Gesù, che valgono prima di tutto per chi si dice cristiano. Mai devono far dimenticare l'annuncio della misericordia, la quale ci dice che i doni dello Spirito sono per tutti, oltrepassano i confini di chiese e culture.
Siamo ormai nell'Anno della Fede. Vale la pena riascoltare, allora, l'intervento di Enzo Bianchi al Festival della Filosofia 2010 di Sassuolo sul tema precarietà della fede. Il priore di Bose parla della fede come atto umano, come realtà costitutiva dell'esperienza umana. E' un cammino fatto di contraddizioni, di fatiche, di avanzamenti e regressioni, ben diverso dall'accezione ideologica che ne danno i militanti.
In queste settimane, Enzo Bianchi è a Roma per partecipare, in qualità di esperto nominato da Benedetto XVI, al sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione. E' la questione della trasmissione della fede, di cui parla nel suo ultimo libro, Nuovi stili di evangelizzazione.
Nel capitolo 1 si sofferma sul legame tra evangelizzazione e Parola di Dio. All'origine della fede cristiana c'è questa Parola, che in definitiva è Gesù Cristo.
Affermare che Gesù è la Parola di Dio significa dire che egli ne è il volto, la narrazione, la rivelazione definitiva e ultima. Detto altrimenti, tutto ciò che possiamo sapere e dire su Dio si trova in Gesù Cristo (p. 23).
Rispondere a questa Parola entrando nel dialogo iniziato da Dio è a ciò a cui è invitata l'umanità intera: la missione evangelizzatrice della chiesa consiste nel farsi eco di tale Parola perché ogni uomo possa ascoltarla come rivolta a sé, come Parola salvifica, e lasciarsi illuminare da essa. Nello stesso tempo la chiesa, se vuole veramente essere annunciatrice di questa Parola, deve in primo luogo dedicare tutte le sue energie ad ascoltare la Parola stessa, sapendo che la fede nasce dall'ascolto (cfr. Rm 10,17): solo un'ecclesia audiens può essere un'ecclesia docens, perché la Parola che la chiesa annuncia e testimonia non è sua, ma di Dio (pp. 28-29).
In questa video-lettera, prendo in esame quella che per me è la prima delle parole buone che ci uniscono, dopo aver presentato negli altri filmati le premesse del discorso.
Sta avendo buoni riscontri il libro del monaco benedettino MichaelDavide Semeraro "Caro Giobbe" (laMeridiana). E' un testo sul dolore, che resta scandalo ed enigma per la fede. Sono 42 lettere al biblico Giobbe. Così le introduce l'autore.
Se la sofferenza non ha attraversato la tua vita, sicuramente questo libro non è per te!
Se il dolore ha scavato lunghi solchi forse questo libro non è per te!
Se comunque decidi di leggerlo perdonami se qualche parola o evocazione ti potrà ferire: il rispetto infinito che si deve alla sofferenza esigerebbe solo silenzio e sospensione assoluti.
Il testo è stato presentato a Trento in un dialogo tra fratel MichaelDavide e il filosofo Salvatore Natoli. Ecco l'intervento di quest'ultimo.
Atei e credenti non sono avversari, ma c'è una diversità. La Pasqua evidenzia in che cosa consiste la "differenza cristiana". Vedi il canale video di "Sperare per tutti".
a Occhi Aperti A cura di un gruppo di cristiani cremaschi. Sito di riflessione e di dialogo sull'attualità e sulla vita ecclesiale.
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