Nelle letture liturgiche di ieri (2Re 4,42-44; Sal 144; Ef 4,1-6; Gv 6,1-15), il tema era quello del soddisfacimento della fame, il bisogno fondamentale di ciascun essere umano. Nella Parola di Dio, troviamo una dimensione spirituale che non può essere disgiunta dalla pratica di vita, senza operare un tradimento profondo.
La fame e il pane ci rinviano alla scarsità, alla giustizia, ai rapporti economici, alla crisi...
Questa meditazione poetica e questa preghiera di David Maria Turoldo ricordano qual è la "soluzione" cristiana alla crisi e alle questioni economiche: il sovvertire i rapporti iniqui in favore di un'autentica condivisione.
Signore, manda un profeta che imponga:
"Distribuite pane alla gente:
non vale offerta a Dio di primizie,
se non dividi col povero il pane".
E più nessuno dei servi di Dio
per sé accetti del pane e dell'orzo,
se avanti al culto non mette la gente
che grida e che piange perché senza pane.
Signore, è questo il tuo sogno:
che tutti gli uomini abbiano
il cuore libero dalle cose,
e sia questo il fondamento
di ogni economica:
perché non esiste proprietà,
tutta la terra è di Dio,
e tutti gli uomini sono figli di Dio:
Signore, che la "roba" non ci divida più!
E invece tutti si amino
- almeno quanti si dicono tuoi credenti -
tanto che non ci sia più un povero fra di loro.
Amen
Né sacerdoti né altri mai osi
dirsi credente se prima non pratichi
la divisione del pane e dei beni:
certi allora di averne d'avanzo.
La crisi economica in Europa è profonda, soprattutto nei paesi di Europa del sud. Se la fede e la liturgia possono aiutare certi ha accettare le sanzioni economiche imposte per il governo, perché non?
Scritto da: trading opzioni binarie | 03/11/12 a 10:58