Benedetto XVI ha annunciato la convocazione di un nuovo incontro interreligioso di preghiera per la pace ad Assisi, venticinque anni dopo il primo, voluto da Giovanni Paolo II. E' venuto nell'ora più difficile, nell'ora del sangue, quella della nuova strage di cristiani, che infatti ha coperto la notizia.
Chi nel decennio scorso, anche in Occidente, ha voluto seguire la logica dello scontro di civiltà ha finito a lungo andare con il favorire il disegno di chi vuole eliminare i cristiani dai Paesi a maggioranza islamica.
Il gesto del papa va controcorrente, perché è un puntare sempre e comunque sulla pace, sul fatto che un cammino spirituale autentico non può mai mettere una persona contro un'altra persona. E' distante dal senso comune sia nei rapporti politici sia nelle relazioni interpersonali e proprio per questo autenticamente evangelico.
Chi è in cammino verso Dio non può non trasmettere pace, chi costruisce pace non può non avvicinarsi a Dio (Benedetto XVI, 1 gennaio 2011).
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