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23/04/10

Commenti

Vanni

Tutto lo scritto di padre P.G. Cabra gita intorno alla parola di Paolo: "... ma la più grande di tutte è la carità" (1Cor13,13). Mi sembra però che l'autore, abusando un poco di questo versetto, voglia far dire alla parola di Paolo e alla Parola di Dio qualcosa che né l'uno né l'Altra intendevano forse dire.
E allora, innanzi tutto, leggiamolo per intero quel versetto di Paolo che troviamo a conclusione di tutto il discorso sui carismi: "Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità! Paolo voleva dunque affermare il primato della carità sulla fede e sulla speranza; e non sembra che volesse mettere a confronto la carità con altro, e men che meno con la verità (Cabra nel suo testo stranamente scrive "veracità").
Forse qualcuno vuole affermare che Hans Kung avrebbe dovuto frenare le sue critiche a Benedetto XVI privilegiando la "carità" a scapito della verità? Non credo che questa sia "Parola di Dio".
Certamente "dove c'è carità e amore, lì c'è Dio", ma solo nella verità, perché non possiamo dimenticare che Gesù, il Figlio, con la Verità ci si è identificato (cf. Gv 14,6: Io sono la Via, la Verità e la Vita).
Forse Hans Kung avrebbe dovuto esprimersi con "più carità", oppure con "meno profezia" nell'esprimere le sue critiche: io non sono in grado di esprimere un giudizio in merito.
Sono però in grado di dire che se intendiamo imbavagliare la Verità in nome della carità rischiamo di giudicare negativamente anche il nostro Signore che, quando vi voleva, andava decisamente pesante nei confronti dell'ipocrisia del suo tempo.
Ecco il vero nocciolo del problema: quale sarebbe il giudizio di Gesù Cristo, qui, oggi, sulla sua Chiesa?
Forse padre Cabra raccomanderebbe il "primato della carità" anche a Lui?
E si chiarisce anche un altro dei punti in cui padre Cabra, a mio avviso, è un po' fuori tema: quello di cui stiamo parlando è un problema di "ingegneria ecclesiastica" o è "Vangelo"?

GB

http://ta-biblia.blogspot.com/2010/04/la-carita-di-hans-kung.html

Nicolag

La Chiesa per rigenerarsi dovrebbe rendere trasparenti i propri bilanci e invertire le percentuali di utilizzo delle fonti finanziarie a cui attinge: 20% per le sue esigenze strutturali; 80% in opere inequivocabilmente benefiche.
Se poi si rendesse totalmente libera da compiti di carattere finanziario, rinunciando a finanziamenti che la condizionano, potrebbe anche validamente assolvere al compito primario di essere punto di riferimento di valori morali ed etici, nonchè autorevole censore di comportamenti egoistici individuali o collettivi.Chi la pensa diversamente credo che condivida la tesi del Grande Inquisitore rappreentato da Dostoevskij nel suo romanzo I Fratelli Karamazov. Collateralmente bisognerebbe anche rinunciare a proporsi come Casta Religiosa, in possesso della Verità, operando non come Predicatori ma come Testimoni. L'eliminazione dell'assurdo,innaturale obbligo del Celibato e Voto di Castità, di fatto ambedue disattesi e resi impropriamente simbolo di Superiorità Spirituale, risulta premessa indispensabile per una vera auspicata testimonianza di vita familiare cristiana di cui si ha oggi urgente bisogno.

Agostino Monti

Grazie P. G. Cabra per la tua lettera ad Hans Kung. Egli, a quanto pare, continua a voler zoppicare sulla giusta strada di Cristo, piuttosto che correre su una strada sbagliata. E' questa una frase di S. Agostino (Sermo 141), citata in questi giorni perfino da un politico. Il pastore d'anime e teologo S. Agostino (+ 430) è letto troppo poco dai teologi. Essi non leggendo più il latino, leggono molto i filosofi moderni, magari per usare un linguaggio moderno, più adatto ai tempi. Eppure anche in S. Agostino troviamo esitenzialismo e fenomenologia, e la filosofia dei valori come anche quella del senso comune. Ci basti questa bella frase: "Nec propter vitia homines oderis, nec vitia propter homines diligas - Non odierai gli uomini a causa dei loro vizi, nè amerai i vizi a causa degli uomini". Questo dovrebbe essere un po' il riassunto di ciò che ad Hans Kung piacerebbe dire, senza riuscirci.

Agostino Monti

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